Vigili troppo zelanti come al Nord. “Rammarico, così si favorisce l’illegalità”

La frase di richiamo alla zelo a corredo del provvedimento di archiviazione del procedimento sul sequestro per l’occupazione di un ristorante a Gallipoli. Il comandante rispetta ma non condivide l’atto della procura

Il comandante della polizia locale, Antonio Morelli

GALLIPOLI - Fa ancora discutere il braccio di ferro a distanza tra la procura di Lecce e il comando della polizia locale di Gallipoli dopo il provvedimento contenuto dell’avviso di archiviazione firmato dal sostituto procuratore Luigi Mastoniani nell’ambito del procedimento per il sequestro di tavolini e suppellettili del ristorante “Lo Scoglio delle Sirene” della riviera Nazario Sauro del centro storico avvenuto il 15 giugno scorso.

Una vicenda balzata agli onori della cronaca anche per un concitato scontro avvenuto all’atto della verifica degli agenti, all’ora di pranzo e con i turisti seduti ai tavoli, nella zona esterna al locale. Il tutto venne veicolato anche con un filmato fatto girare sul web e finito nell’atto dell’informativa giunta sui tavoli della procura dove oltre all’occupazione del suolo pubblico era stata contestata anche l’ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale dopo il faccia a faccia tra il comandante della polizia locale, Antonio Morelli, e uno dei titolari del locale che aveva cercato di allontanare delle suppellettili dal marciapiede che la polizia locale aveva preannunciato di porre sotto sequestro così come avvallato anche dal magistrato di turno.

Ora il nuovo risvolto della vicenda, resa nota in prima battuta dal Corriere del Mezzogiorno e poi ripresa anche da altre testate locali e ribalzata anche in trasmissioni delle tv nazionali, con il contenuto del provvedimento di archiviazione sul fatto in questione che ha generato un piccolo vespaio di polemica e tanto rammarico. L’atto della procura viene motivato in maniera singolare e ravvisando l’eccesivo “zelo” che sarebbe stato adottato nell’esecuzione del controllo.

“Nella vicenda in esame si ravvisano unicamente gli estremi della fattispecie di cui all'articolo 633 del codice penale, dovendosi invece ritenere del tutto infondata la contestazione nella parte in cui prospetta l'ipotesi della resistenza a pubblico ufficiale” recita sostanzialmente un passaggio della richiesta del pm, “come può evincersi dalla visione dei filmati allegati in atti che ritraggono gli agenti della polizia municipale mentre, all'ora di pranzo e con i clienti seduti ai tavoli, intervengono di propria iniziativa presso il locale ristorante nell'intento di disporre il sequestro dei tavoli collocati sul marciapiede, con un singolare zelo degno di una tipica amministrazione comunale di paesi nordici”.                              

Sulla scorta di tale motivazione è seguita poi la richiesta conclusiva di archiviazione del caso presentata al gip e così come richiesto anche dai legali dei ristoratori, gli avvocati Giuseppe Minerva e Francesco Lerose. Anche perché la procura ha concluso ritenendo, inoltre, che non ricorra nessuna delle ipotesi ostative contestate e che le modalità della condotta è per altro priva di pericolosità. In più “il danno arrecato è esìguo, trattandosi della collocazione provvisoria di tavoli su un tratto di marciapiede per ampliare la ricettività del ristorante in un periodo di grave crisi economica per il settore, a causa del lockdown imposto dall'emergenza epidemiologica da covid 19”.  

Una vicenda sulla quale il comandante della polizia locale, Morelli, ha espresso il suo rammarico non per il caso specifico in sé, ma anche per la impossibilità, in tali condizioni, di garantire un’azione efficace contro il dilagare delle occupazioni abusive del suolo pubblico o più in generale contro ogni forma di illegalità diffusa.        

“Non entro nel merito della questione come ufficiale e agente di polizia giudiziaria essendo noi sottoposti all’autorità giudiziaria e rispettando anche in questo caso le disposizioni della procura” dice il comandante Morelli, “ma come cittadino sono rimasto male per questa sorta discriminazione tra Nord e Sud che emerge dal provvedimento. Mi rammarica anche il fatto che in questo modo non ho potuto dare risposte alle istanze dei cittadini che da sempre qui a Gallipoli lamentano l’occupazione selvaggia e abusiva, dal centro storico al borgo, del suolo pubblico”.

“Avendo già lo scorso anno, dopo tanto lavoro profuso, non ottenuto dei risulti tangibili con l’attività limitata alla contestazione amministrativa per l’occupazione e la violazione al codice della strada, richiamando alcuni pronunciamenti della Cassazione, che consente l’applicazione del reato penale anche per l’occupazione abusiva da parte dei pubblici esercizi, abbiamo avviato tutta una serie di controlli post-lockdown per dare risposte alle richieste dei cittadini e anche dei commerciati che rispettano le regole. Resta quindi il rammarico per una decisione che rispetto ma che, al di là dell’archiviazione, lancia un segnale non positivo a livello istituzionale favorendo anche piccole sacche di illegalità che in questo modo sarà difficile debellare a Gallipoli come altrove. Sarò anche zelante, ma il mio compito e vigilare e far rispettare le norme indipendentemente dalle longitudini geografiche”.                  

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Il comandante della polizia gallipolina, nominato a tempo determinato lo scorso anno, terminerà tra l’altro il suo incarico alla fine di settembre rientrando a pieno regime presso il comando di Grottaglie che dirige. Espletato infatti nei mesi scorsi il concorso per l’incarico del nuovo dirigente della polizia locale, che ha visto classificato al primo posto in graduatoria il comandante Alessandro Leone, in servizio attualmente a Sabaudia e per il quale è stata già definita l’assunzione a far data dal 1 ottobre.

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