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Foto di repertorio

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Vigilia di Natale con i nervi tesi: sciopero degli addetti alla vigilanza

Gli operatori del settore rivendicheranno il rinnovo del contratto collettivo nazionale. Cgil,Cisl e Uil hanno chiesto un incontro al presidente Conte per discutere le criticità del comparto

LECCE – Alle soglie del Natale andrà in scena una nuova protesta. I protagonisti questa volta saranno i lavoratori della vigilanza privata e gli addetti alla sicurezza che rivendicano il rinnovo del contratto collettivo nazionale.

I 54 mesi di trattative non sono stati sufficienti per arrivare all’accordo per il rinnovo e, per questo motivo, le categorie Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato uno sciopero nazionale per il 24 dicembre.

Anche nella provincia di Lecce gli addetti alla sicurezza incroceranno le braccia per rivendicare più tutele, migliori condizioni di lavoro e adeguamento salariale.

“Durante questi mesi di emergenza sanitaria – sottolineano i segretari generali provinciali Mirko Moscaggiuri (Filcams Cgil), Carmela Tarantini (Fisascat Cisl) e Antonella Perrone (Uiltucs Uil) - migliaia di addetti del settore della vigilanza privata e alla sicurezza hanno continuato a collaborare con enti pubblici ed imprese private nella gestione delle procedure di sicurezza”.

“Uno sforzo realizzato spesso in condizioni di precaria sicurezza, e con inasprimento del già gravoso impegno quotidiano, senza riconoscimento alcuno – denunciano i sindacalisti -. Tutti i tentativi operati dalle organizzazioni sindacali per arrivare ad un accordo  si sono scontrati con la netta ritrosia delle associazioni datoriali, il cui unico obiettivo è la conservazione e, persino, il peggioramento delle norme del rapporto di lavoro con la negazione di qualunque riconoscimento salariale”.

La conseguenza, secondo gli esponenti di Cgi, Cisl e Uil, è che il settore si è ridotto a “giungla selvaggia, nella quale livelli di concorrenza imbarbariti, appalti al massimo ribasso, pirateria contrattuale, violazioni di norme per l’esercizio dell’attività si scaricano sulla vita delle guardie particolari giurate e degli addetti alla sicurezza”.

Le tre categorie, insieme ai segretari generali confereali, hanno inviato nei giorni scorsi una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e ai ministri Luciana Lamorgese e Nunzia Catalfo per chiedere un incontro in cui poter approfondire anche i temi che affliggono il settore sotto il profilo regolamentare.

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