Xylella fastidiosa, Italia deferita alla Corte di Giustizia per inadempienza

La decisione arriva nel momento in cui le disposizioni del decreto Martina stanno scatenando un vespaio di polemiche. A Lecce chiesto un consiglio monotematico

Foto d'archivio.

LECCE - Tre deferimenti davanti alla Corte di Giustizia Europea sono arrivati per l'italia nella sola giornata di oggi: una delle accuse è quella di non aver pienamente applicato le misure stabilite per contrastare l'avanzata della xylella fastidiosa. La lentezza viene attribuita da Bruxelles al combinato disposto dei ricorsi al Tar, alla resistenza agli abbattimenti disposti da parte di alcuni proprietari e dalle normative nazionali che attraverso i vincoli rallentano i procedimenti. La decisione arriva proprio nella fase in cui in provincia di Lecce divampa la polemica rispetto alle indicazioni contenute nell'ultimo decreto ministeriale che prescrive l'utilizzo di prodotti sospettati di essere potenzialmente pericolosi.

L'assessore alla Politiche agricole della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, ha così commentato: "Urge che il Consiglio dei Ministri  emani un decreto legge  per consentire ai nostri uffici regionali di effettuare tutti gli atti  necessari, con procedure semplificate e accelerate, in deroga a leggi nazionali che, pensate con finalità di tutela, si trasformano in impedimenti insormontabili. Daremo conto del nostro operato di questi anni per testimoniare di un lavoro instancabile, al contempo continueremo a fare tutto quanto nelle nostre possibilità per adempiere ai gravosi compiti che ci sono stati assegnati, ma abbiamo bisogno di aiuto del governo per poter continuare ad essere argine, spesso unico argine, nei confronti di una epidemia che continua a non avere cura e che sta mettendo in ginocchio l’intera Puglia olivicola”.

Alcune amministrazioni comunali hanno emanato ordinanze per contrastare il decreto, temendo conseguenze nefaste sull'ambiente, altre aderiranno a un eventuale ricorso in sede di giustizia amministrativa ritenendo l'ordinanza un atto giuridicamente inutile, altre ancora, come quella di Lecce, hanno scelto di non interferire nella questione confindando nelle procedure di validazione e di controllo dell'utilizzo dei fitofarmaci. Il tema è molto dibattuto e distorto, come spesso avviene quando prevale lo spirito da tifoseria.

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Nel capoluogo è stata protocollata, per iniziativa del consigliere Gaetano Messuti la richiesta di un consiglio comunale monotematico: "Oggi - scrive l'esponente della minoranza - credo che i cittadini e gli imprenditori che operano nel panorama agricolo, abbiano bisogno di indicazioni chiare e ferme e soprattutto di condividerle grazie ad un ragionamento che solo un confronto aperto con una delegazione tecnica può fornire. Alla luce di queste considerazioni ho chiesto supporto ai colleghi consiglieri Antonio Finamore, De Benedetto Federica, Monticelli Cuggiò Bernardo, Battista Luciano, Pala Giorgio, Caló Laura, Pasqualini Luca, i quali hanno da subito condiviso l’idea, per protocollare una richiesta di consiglio comunale monotematico durante il quale possano prendere parte le massime autorità regionali, le autorità medico scientifiche ed i sindaci dei comuni contermini e la deputazione del grande salento ed insieme tutti delineare la linea da percorrere nella tutela della salute dei nostri concittadini".

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