“Gloria al cibo”

“Gloria al cibo”

Virus, impariamo a difenderci dalle fobie e a sostenere il sistema immunitario

L’epidemia rischia di generare una cosiddetta malattia psicogena di massa, ispirata proprio dalla contagiosità della paura. Ecco alcuni consigli pratici

L’epidemia del coronavirus ha sviluppato l’insorgenza di paure e fobie, rischiando di generare una cosiddetta malattia psicogena di massa, ispirata proprio dalla contagiosità della paura. La paura mette in allarme il sistema neurovegetativo autonomo sviluppando difesa, attacco e fuga come meccanismo di difesa. In questa situazione di paura avviene il rilascio di alcuni ormoni quali adrenalina, noradrenalina e cortisolo. Tutte sostanze che mettono sotto stress il nostro sistema immunitario. Cerchiamo invece di sviluppare il senso di serenità, nonostante il brutto periodo che stiamo attraversando.

Questo lo possiamo fare ascoltando musica di nostro gradimento o riscoprendo le pagine di un vecchio libro che da tempo non sfogliamo, puntando alla nostra centralità. Questo sistema di ribilanciamento, detto parasimpatico, produce dei neurotrasmettitori di “buon effetto”, quali la serotonina, l’acetilcolina e le endorfine; sono sostanze del buon umore capaci di porci in una condizione di tranquillità e pace con noi stessi, mettendo da parte l’ansia anticipatoria della paura e la tensione.

SOSTENIAMO IL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO

Come per tutte le infezioni virali non esiste una cura farmacologica se non la possibilità di prevenzione attraverso il vaccino, che per questo nuovo virus bisognerà ancora aspettare. E’ chiaro ed evidente che questo virus è aggressivo in modo differente nei confronti delle diverse categorie di individui in base all’età e alle generali condizioni di salute. Ciò soprattutto in relazione alla capacità di reazione e difesa del sistema immunitario. Oggi sono molte le prove che migliore è lo stato di salute del microbiota intestinale, più forte è il nostro sistema immunitario. Microbiota che è a sua volta influenzato dalle nostre abitudini alimentari, dal tipo e dalla quantità di cibo che assumiamo, da integratori o farmaci che di solito utilizziamo.

CHE COS’E’ IL MICROBIOTA?           

L’intestino non è il solo a lavorare alla digestione del cibo. In suo aiuto vi è una popolazione di microbi che svolge attività metaboliche con funzione protettiva che stimola la risposta immunitaria di fronte all’attacco di agenti patogeni. Tutti i microrganismi che popolano l’intestino fanno parte del cosiddetto microbiota, ovvero l’insieme di tutti i microbi che abitano dentro il nostro organismo. Nell’intestino risiedono circa 400 - 500 specie di microrganismi tra batteri, funghi, virus e protozoi. Ed è proprio qui che vi è il 70% dell’intero sistema immunitario. Infatti i microbi intestinali sono essenziali alla maturazione e allo sviluppo del sistema immunitario.

Come facciamo a migliorare la reattività del nostro sistema immunitario?

Per migliorare il microbiota intestinale e di conseguenza il suo equilibrio, è doveroso eliminare gli abusi di cibi che “infiammano” l’organismo, con l’eccesso di carboidrati e di zuccheri semplici in grado di creare molto spesso la cosiddetta “disbiosi” intestinale. E’ auspicabile che se mangiamo sano, con poco sale, con le fonti proteiche nobili (carne bianca, pesce, legumi), con un buon apporto di acidi grassi insaturi e polinsaturi (come quelli della frutta secca, del pesce e dell’olio di oliva) e con un notevole apporto di fibre ed oligoelementi contenuti nei vegetali, possiamo potenziare il nostro microbiota intestinale e quindi la sua capacità di aumentare l’efficacia difensiva del sistema immunitario nei confronti degli agenti patogeni esterni.

Combattere le infiammazioni a tavola

  • Frutti rossi

Sono ricchi di polifenoli, che combattono i radicali liberi, inoltre contengono un alto contenuto di vitamina A e C. Quindi sì a fragole, more, lamponi, mirtilli. Hanno inoltre proprietà disinfettanti, depurative, antiossidanti e astringenti.

  • Spezie ed erbe aromatiche

Via libera all’utilizzo di salvia, timo, rosmarino, origano, cannella, zenzero e curcuma.

  • Verdure a foglia verde scuro combattono l’acidosi

Tutti i vegetali che appartengono alle crucifere, in particolare quelli a foglia verde contengono minerali alcalinizzanti capaci di riequilibrare il pH dell’organismo evitando l’acidosi

  • Semi di lino

Contengono omega 3 che agiscono contro le infiammazioni. Si possono aggiungere nelle insalate e nei frullati, ricordando di triturarli prima dell’assunzione per migliorarne l’assorbimento da parte dell’organismo.

  • Cereali integrali

Sono ottimi antinfiammatori l’orzo, il grano, il farro, il riso, segale, avena e grano saraceno: importante che siano integrali perché ricchi di ferro, fosforo, minerali e vitamine del gruppo B che mantengono stabili i valori della glicemia.

Ricetta di tisana da bere antinfiammatoria

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Far bollire l’acqua, spegnete e versatela in una “tisaniera” o in una tazza con filtro a colino. Aggiungete un pezzetto di radice di zenzero grattugiato e unite il succo di mezzo limone fresco e un cucchiaino da caffè di curcuma.

“Gloria al cibo”

Mi chiamo Gloria, ho 34 anni e vivo a Lecce. Sono biologa nutrizionista, laureata in biotecnologie industriali presso l’Università degli studi di Pavia nell’aprile 2012. Studiando le biotecnologie agroalimentari mi sono appassionata di nutrizione e così ho proseguito i miei studi a Milano per frequentare un master in Nutrizione umana. Nel 2013 sono rientrata nella mia città d’origine, Lecce, in cui svolgo tutt’ora la libera professione in uno studio medico associato. Elaboro terapie alimentari personalizzate e i miei pazienti includono bambini di età scolastica ad adulti e sportivi. Aiuto e coinvolgo i miei pazienti a recuperare il naturale peso forma e al mantenimento del proprio stato di benessere attraverso una sana educazione alimentare. Il raggiungimento degli obiettivi si realizza attraverso un’attenta analisi dei bisogni nutritivi ed energetici del paziente che viene seguito, incontrato periodicamente nel mio studio e supportato emotivamente per il raggiungimento dei propri risultati. L’obiettivo è fornire una consulenza nutrizionale su misura, dettata in base alle caratteristiche specifiche del paziente quali l’età, le abitudini di vita e che sia personalizzata nel tempo

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