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Coinvolgente e gustoso. Il gelato e i suoi valori nutrizionali

Di per sé non fa ingrassare; piuttosto è bene essere consapevoli che non tutti i gusti sono uguali per quanto riguarda l’apporto calorico e che, abbinato in modo equilibrato ad altri cibi, a volte può sostituire un pasto, ma solo eccezionalmente

Siamo ormai abituati a trascorrere queste giornate primaverili stando a casa in lockdown. Tutti quanti noi speriamo di poter presto fare una bella passeggiata e magari concederci un gelato per ambientarci a questa primavera un po’ insolita. In estate il gelato aiuta a rinfrescare il corpo, ma soprattutto appaga il nostro palato. Un alimento così coinvolgente e gustoso che verrebbe voglia di cibarsi solo di quello se non fosse per la linea. E’ importante precisare che il gelato di per sé non fa ingrassare; piuttosto è bene essere consapevoli che non tutti i gusti sono uguali per quanto riguarda l’apporto calorico e che, abbinato in modo equilibrato ad altri cibi, a volte può sostituire un pasto, ma solo eccezionalmente.

Composizione e tipologie del gelato

Il gelato, oltre a stimolare piacevolmente il palato e quindi la produzione di serotonina, importante ormone del buonumore, possiede un considerevole valore nutritivo. E’ costituito da una miscela di alcuni ingredienti fondamentali (acqua, latte, panna, zucchero, uova, frutta, ecc.) opportunatamente dosati, ai quali si aggiungono ingredienti complementari (quali vaniglia, caffè, cacao, ecc.) ed eventualmente additivi aromatizzati, addensanti ed emulsionanti. La sua composizione ne determina il gusto in una generica suddivisione di tre tipologie: gelato alla crema, gelato al latte e gelato alla frutta. Il gelato alla crema, composto soprattutto da tuorli d’uovo, latte e zucchero, ha un ruolo nutrizionale per l’apporto di proteine, calcio e fosforo. Quello al latte invece possiede un notevole apporto di calcio e proteine, mentre quello alla frutta è costituito da acqua, zucchero e polpa di frutta; rispetto al gelato a base di latte è privo di proteine e grassi e quindi possiede un minor valore energetico.

La funzione dei principali componenti del gelato

Le proteine presenti nel gelato, che derivano dalle uova e dal latte, sono costituite da amminoacidi ad elevato valore biologico e perciò utili nei processi di crescita. Il saccarosio e il lattosio (chiaramente quest’ultimo per chi non presenta problemi di intolleranza al lattosio), rappresentano zuccheri semplici a rapido assorbimento e di pronta disponibilità energetica. Per quanto riguarda i grassi, la loro percentuale varia dallo 0% (nei sorbetti) al 10% (nel caso del gelato alla panna). In genere, la loro quantità è direttamente proporzionale alla presenza di panna o di oli vegetali (quello di palma e la margarina sono spesso utilizzati nei preparati industriali), i grassi invece presenti nei gelati a base di frutta secca o di cioccolato sono quelli insaturi, cioè quelli utili ad abbassare i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue. La presenza del latte garantisce anche un buon apporto di sali minerali, specialmente di calcio e fosforo e di alcune vitamine come la A e quelle del gruppo B.

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Pausa pranzo con il gelato: pro e contro

La sua freschezza e la sua gustosa palatabilità lo rendono lo snack ideale soprattutto quando il caldo diventa eccessivo e si ha poca voglia di sedersi a tavola. Trattandosi di un alimento in prevalenza costituito da carboidrati e grassi è bene non eccedere. Le proteine sono presenti nei gusti costituiti da latte animale; sali minerali e vitamine li apporta la frutta (dando per scontato che venga utilizzata frutta fresca); l’apporto di fibre è molto ridotto. Questo è il principale motivo per cui il gelato sazia poco. Non lo si può sostituire ai nostri pasti in maniera abituale, né consumarlo più volte al giorno, ovviamente.

In conclusione, il gelato non può sostituire un pranzo completo; un’eccezione si può fare all’interno di una dieta equilibrata, soprattutto cercando di rimediare nel pasto successivo alle carenze di proteine o micronutrienti. Ma ogni tanto a merenda, soprattutto se la giornata è stata attiva dal punto di vista fisico, può rivelarsi uno spuntino gustoso ed energetico; una pallina di gelato di qualità, magati allo yogurt piuttosto che alla panna, accompagnata da una coppetta di frutta fresca non zuccherata, soddisfa il gelato senza attentare alla linea.

Ad esempio, se a pranzo si è mangiato un gelato (tre palline ai gusti fragola, cioccolato e fiordilatte pesano 200 grammi ed equivalgono circa 400 kcal. Ma oltre alle calorie, le tre palline di gelato apportano anche zuccheri semplici e quasi 20 grammi di grassi, soprattutto saturi), a cena sarebbe meglio optare per un’abbondante porzione di verdura condita con olio evo, abbinato a delle proteine (carne bianca o pesce) e un po’ di pane di segale o integrale. In questo modo si vanno ad equilibrare le dosi giornaliere di fibre, carboidrati e proteine. Per compensare invece l’apporto di zuccheri, meglio fare una colazione salata (per chi la gradisce) oppure con della frutta fresca e un caffè possibilmente amaro.

Gelato al cioccolato con granella di nocciole al naturale

Occorre avere tanta pazienza e 8 ore di attesa in freezer, ma il risultato è buonissimo!

E’ un piccolo sgarro che per renderlo più funzionale lo si può inserire all’interno di un pasto con verdure crude e proteine.

Ingredienti:

  • 100 grammi di cacao amaro
  • 60 grammi di zucchero integrale di canna
  • 300 ml di latte di mandorla senza zuccheri
  • 2 tuorli
  • 35 grammi di nocciole

Procedimento:

Mettere a bagnomaria 100 gr di cacao amaro con 250 gr di latte di mandorla e mescolare. Aggiungere 60 gr di zucchero di canna integrale, i 2 tuorli e mescolare. Versare il composto in un contenitore di alluminio e aggiungere 50 ml di latte di mandorla e conservare in freezer per 8 ore. Tirare fuori il composto ghiacciato dopo 8 ore, staccarlo con attenzione, tagliarlo per fare dei cubetti, metterli in un tritatutto, frullare, a metà aggiungere granella di nocciola, amalgamare e servire subito.

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