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Il cachi e la frutta di novembre: proprietà e benefici per l'organismo

Caco mela, kaki mela o cacomela sono i nomi con i quali, nel linguaggio comune, si identificano alcune varietà riferite alla specie botanica Diospyros Kaki. Rispetto ai cachi “normali”, i caco mela non possiedono una concentrazione elevata di tannini, per questo possono essere mangiati anche immaturi

Caco mela, kaki mela o cacomela sono i nomi con i quali, nel linguaggio comune, si identificano alcune varietà riferite alla specie botanica Diospyros Kaki. Rispetto ai cachi “normali”, i caco mela non possiedono una concentrazione elevata di tannini, per questo possono essere mangiati anche immaturi (consistenza dura). Vengono detti cachi mela, ma ovviamente non hanno nulla a che fare con le mele, con le quali non esiste alcun incrocio.

Il caco mela non richiede l’ammezzimento, quindi si può mangiare appena raccolto e risulta edibile al 97% (anche la buccia si può mangiare). Il caco normale invece, se colto immaturo, va fatto maturare perché contiene tannini che da acerbo lo fanno considerare non commestibile perché astringente e amaro. Dal punto di vista nutrizionale questi frutti sono dei super concentrati di energia. Considerando che 100 grammi di parte edibile contengono circa 70 kcal e che un caco di medie dimensioni pesa 250 – 300 grammi si evince che ogni frutto apporta circa 180 – 210 kcal. Non poche quindi!

Proprietà del cachi mela

Accanto all’elevato quantitativo di zuccheri e di acqua, sono presenti fibre (utili per il transito intestinale) e alcune vitamine tra cui la vitamina A, la vitamina B1, la vitamina B2, la vitamina B3 e la vitamina C (quest’ultima importante per rinforzare le difese immunitarie e per l’assorbimento del ferro).

Per quanto riguarda l’apporto dei sali minerali abbonda in particolar modo il potassio, che ha la funzione principale di regolare il ricambio idrico del corpo, il fosforo (essenziale per le ossa e per i denti), il calcio (che è di supporto per il sistema scheletrico) e il ferro (componente dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue).

Benefici

I cachi mela hanno elevate quantità di fitonutrienti e antiossidanti, che sono in grado di neutralizzare i radicali liberi, la principale causa di malattie degenerative come l’invecchiamento cellulare. L’elevato quantitativo in fibra li rende frutti ottimi a favorire i processi digestivi, ma proprio per il suo potere calorico indotto dagli zuccheri, va utilizzato in porzioni limitate nella dieta di chi è in sovrappeso o di chi soffre di iperglicemia (o diabete mellito tipo 2) e ipertrigliceridemia.

Ma cosa rende il cachi mela differente dagli altri cachi?

Tutte le varietà di cachi devono subire un processo conosciuto come ammezzimento, una forma di maturazione lenta che rende la polpa molle e gelatinosa; questa caratteristica lo rende poco pratico per via del suo stato molle. Inoltre, questo tipo di processo, condiviso anche da altri frutti come le nespole, fa si che il cachi divenga appetibile solo quando la polpa diventa gelatinosa, cosa che mal sopportano alcune persone.

Quando il frutto è ancora sodo e non completamente colorato, è del tutto immangiabile per via del contenuto di tannini estremamente alto che lo rende allappante.

Ma la peculiarità del cachi mela risiede proprio nella sua croccantezza: si tratta infatti dell’unico cachi che diventa commestibile rimanendo sodo e potendo venir mangiato a morsi come una comune mela. Le sue dimensioni sono lievemente più grandi rispetto al normale cachi, ha un colore arancione chiaro, una buccia lucida e un sapore particolarmente dolce.

Perché mangiare il caco mela?

Si mangia fresco, a fettine o a morsi; la sua croccantezza, poi, lo rende adatto anche per le insalate o altri piatti agrodolci o salati. Viene essiccato anche per produrre lamelle di frutta disidratata. Solo la stagione autunnale è quella in cui si possono mangiare questi gustosi frutti. E’ bene perciò fare il pieno durante i mesi autunnali. Al fine di beneficiare al massimo del suo apporto energetico, consiglio di mangiare il caco la mattina, all’interno di una colazione sana, in modo tale da avere il giusto carico energetico a inizio giornata e stimolare la funzionalità intestinale.

Infine, questo frutto andrebbe evitato in caso di colite o diarrea, date le sue proprietà lassative che possono peggiorare anche in modo significativo la sintomatologia, mentre le reazioni allergiche a questo frutto sono molto rare.

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