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Lenticchie: un piatto tipico e di buon auspicio per iniziare il nuovo anno

Una tradizione come quella delle lenticchie a capodanno è impossibile da dimenticare. Ogni anno, infatti, allo scoccare della mezzanotte è d’obbligo festeggiare mangiandole

Una tradizione come quella delle lenticchie a capodanno è impossibile da dimenticare. Ogni anno, infatti, allo scoccare della mezzanotte è d’obbligo festeggiare mangiandole.

La tradizione di cucinare e mangiare le lenticchie a mezzanotte di ogni Capodanno risale addirittura all’antica Roma. A quanto pare, nei tempi antichi, si usava regalare le lenticchie crude in una borsa, chiamata scarsella, oltre che mangiarle durante le celebrazioni. L’idea era che questi legumi fossero dei veri e propri portafortuna e che simboleggiassero delle monete. Insomma regalare un sacchetto pieno di lenticchie voleva dire augurare un anno pieno di denaro e prosperità. Le lenticchie sono tra i legumi più antichi. Pare fossero coltivate già nel 7000 a.c. da alcune popolazioni asiatiche e, importate nel bacino del mediterraneo, furono in seguito usate per produrre pane e dolci.

Ecco perché mangiare le lenticchie

Ricche di fibre, fosforo, vitamine e potassio sono tra i sostituti più validi per chi segue una dieta vegetariana in quanto le loro molte proprietà le rendono un validissimo sostituto della carne. Ma a parte la storia e i benefici che apportano, non dimentichiamo di mangiarne un po’ per conservare intatta una storia millenaria.

Proprietà nutrizionali

Le lenticchie appartengono alla famiglia delle Leguminose. Il termine lenticchia deriva dalla forma “a lente” di questi legumi. Le lenticchie sono note per il loro elevato potere nutritivo. Sono una buona fonte di proteine e di carboidrati complessi, ricche di ferro e vitamine del gruppo B. Grazie all’elevata quota di fibre e alla scarsa quota di grassi sono valide alleate nella lotta e nella prevenzione dell’ateriosclerosi. Hanno buone proprietà antiossidanti: contengono flavonoidi e niacina. Tra le proprietà delle lenticchie troviamo anche la capacità di ridurre il rischio di insorgenza del diabete e migliorare il controllo glicemico. Infatti, l’elevato apporto di fibre solubili delle lenticchie riduce l’assorbimento degli zuccheri semplici, stabilizzando la glicemia e prevenendo cali energetici e gravi condizioni come il diabete, l’insulino - resistenza o l’ipoglicemia.

Le lenticchie, preziose in gravidanza e allattamento, sono un’ottima fonte di acido folico (vitamina B9), essenziale per prevenire l’anemia megaloblastica e le gravi malformazioni fetali.

Importante è evitare i legumi in latta in quanto ricchi di sodio (aggiunto al liquido di conservazione) e nichel a causa dell’erosione del contenitore di metallo che verrebbe poi assorbito dal nostro organismo. Se per praticità si vogliono acquistare già pronti all’uso, è preferibile optare per legumi surgelati o in barattoli di vetro con l’accortezza di sciacquarli per bene prima dell’utilizzo.

Come cucinare le lenticchie?

Le lenticchie non sono tutte uguali: dalle lenticchie rosse a quelle verdi, dalle gialle alle nere è importante sapere che hanno tutte tempi di cottura diversi. La variante più famosa è quella delle lenticchie marroni, piccole e tonde. Inoltre, per esaltare il sapore di questo legume è bene metterle a bagno (anche 2 - 3 ore sono sufficienti) e sciacquarle abbondantemente sotto l’acqua fresca. Altro aspetto da tenere a mente quando si cucinano è dosare bene l’acqua; i legumi, dopo la cottura, aumentano del doppio il loro volume. Ciò vuol dire che è necessario dosare l’acqua nella quale si andranno a cuocere. Il segreto è mantenere u rapporto di 1 litro d’acqua ogni 250/300 grammi di lenticchie (Importante è non aggiungere altra acqua durante la cottura perché si rischia di rovinare le lenticchie disgregandone la buccia in superficie). Altro piccolo accorgimento riguarda il sale: ebbene non abusarne, ma soprattutto non metterlo all’inizio, bensì aggiungerlo verso la fine della cottura.

Ora che sono noti tutti i segreti per preparare un buon piatto di lenticchie, non resta che gustarle in serenità.

Buon anno nuovo,

Dott.ssa Gloria Cartelli

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