“Gloria al cibo”

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Un piatto triste? Macché: pasta in bianco, una gustosa coccola a tavola

In cucina bisogna avere un pizzico di amore per “condire” i propri piatti. La pasta in bianco non è solo scolata e condita con un po’ di burro. La vera arte sta nello scolare la pasta molto bene perché non deve trattenere acqua

Facile da preparare e gustose da mangiare. Le paste in bianco sono la giusta alternativa alla classica pasta al sugo. Le verdure di stagione colorano il piatto, mentre spezie dal sapore deciso come il curry conferiscono il gusto. I formaggi, sia ridotti in crema che grattugiati danno sapidità alla nostra pasta, mentre carne e pesce danno vita a gustosi abbinamenti oltre che creare un piatto altamente nutritivo.

La pasta in bianco, una coccola a tavola

La classica pasta in bianco è la pasta per eccellenza delle famiglie, quella che molto spesso si prepara quando non si è fatto in tempo a fare la spesa ed il frigo resta miseramente vuoto. Oppure è il “salva cena” per i bambini, che non vogliono mangiare ciò che si preparato, e reclamano la pasta. Insomma la pasta in bianco è tutto tranne che punitivo. Soprattutto quando si diventa più grandi la si apprezza come un comfort food che ti riempie, ma non impegna. Inoltre, permette di esaltare le doti di tre grandi ingredienti: la pasta, il parmigiano reggiano e l’olio extra vergine di oliva (o il burro per i più golosi).

Quale formato usare per la pasta in bianco?

Principalmente pasta lunga trafilata al bronzo come spaghetti o linguine, che possono avere però l’inconveniente di rimanere un po’ asciutti. Un altro formato adatto sono i tubetti o ditalini, meglio se rigati, che raccolgono bene il condimento, da mangiare rigorosamente con il cucchiaio. Ultimo formato consigliato è la tagliatella o tagliolino che è una raffinatezza perché richiama il ricordo dei tagliolini al burro e tartufo, un piatto non di tutti i giorni!

Pasta in bianco con olio o burro?

La diatriba è annosa e molto soggettiva: in genere al Sud domina l’olio e al Nord vince il burro. Con l’olio, ovviamente evo, è profumata e vivace; condita con il burro è cremosa e più golosa. Insomma, per un piatto più leggero e sano l’olio non ha rivali, ma il burro resta un vero comfort.

Come si condisce la pasta in bianco?

In cucina bisogna avere un pizzico di amore per “condire” i propri piatti. La pasta in bianco non è solo scolata e condita con un po’ di burro. La vera arte sta nello scolare la pasta molto bene perché non deve trattenere acqua; porre una noce di burro nella pentola ancora sul fuoco che avrete abbassato, riversare la pasta e girare molto in fretta con un cucchiaio. Mescolando in fretta il burro si monterà e non sarà solo sciolto, in modo da avvolgere tutta la pasta. Per finire, parmigiano grattugiato al momento e per i più sofisticati una profumata grattata di noce moscata. Insomma tutto tranne che un piatto triste. Provare per credere!

Dieta in bianco, utile per contrastare la colite e la gastrite, ma anche per perdere peso velocemente

Molto spesso capita che il dottore ci dica di “mangiare in bianco”, soprattutto quando ci sono problemi intestinali che causano diarrea. La dieta in bianco va semplicemente intesa come un approccio alimentare volto ad evitare di appesantire l’apparato digerente e allo stesso tempo apportare tutti i nutrienti minimi per non indebolire un fisico già provato e stressato dal disturbo. Spesso infatti si tende a saltare i pasti per inappetenza proprio quando non ci si sente al massimo delle forze. Meglio puntare invece ad un regime che aiuta a farle recuperare. Oppure può essere usato come dieta di recupero dopo giorni di abbuffata che hanno il fastidioso senso di gonfiore e pesantezza. Mangiare in bianco vuol dire consumare alimenti che siano poco conditi e leggeri da digerire. Soprattutto è necessario evitare tutti quegli alimenti che aumentano la motilità intestinale, in modo da alleviare i sintomi.

Sì quindi ai cereali come pasta e riso, vanno bene anche patate poco condite, carne bianca e pesce leggero da digerire; da limitare invece verdura e frutta perché gli zuccheri semplici tendono a fermentare nell’intestino. Alimentandosi per qualche giorno così si favorisce il completo recupero del benessere intestinale. Da evitare del tutto i cibi contenenti lattosio (latte e latticini), la cui fermentazione degli zuccheri provoca gas, gonfiore e diarrea e i cibi contenenti alte quantità di fibra (cavolfiore, broccoli, ma anche i legumi come ceci, fagioli) che possono causare lo stesso effetto del lattosio e infine moderare caffè e bevande zuccherate che agiscono a livello nervoso stimolando la peristalsi intestinale.

Volete contattare Gloria Cartelli? Scrivete a: cartelligloria@yahoo.it

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