“Gloria al cibo”

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Oggi, spaghetti con le vongole: proprietà e valori nutrizionali

Rappresentano uno degli ingredienti cardine della cucina italiana, le vongole sono consumate pressoché ovunque nel nostro paese, con un notevole incremento nel corso dell’estate. Tante le proprietà, poche le controindicazioni

Rappresentano uno degli ingredienti cardine della cucina italiana, le vongole sono consumate pressoché ovunque nel nostro paese, con un notevole incremento nel corso dell’estate.

Per vongola si intende il nome comune di alcuni molluschi bivalvi, quindi racchiusi tra due conchiglie, appartenenti alla famiglia delle Veneridae. Sia di piccole che di medie dimensioni, caratteristiche per la loro conchiglia piuttosto chiara, le vongole sono dei molluschi filtratori. Vale a dire che passano al setaccio le acque marine sfruttando onde e correnti, per recuperare fitoplancton e altri minuscoli organismi di cui si nutrono.

La più nota vongola in Italia è la cosiddetta vongola verace, non solo per le sue qualità alimentari, ma soprattutto per il suo gusto deciso ed intenso. Allevate e raccolte lungo tutte le coste italiane, le vongole rappresentano uno degli ingredienti cardine della nostra tradizione culinaria; il richiestissimo spaghetti con vongole è uno dei piatti più ambito dell’estate.

Come tutti i molluschi filtratori, anche le vongole possono trattenere dall’acqua degli agenti patogeni pericolosi per l’uomo, in grado cioè di determinare conseguenze per la nostra salute (come salmonellosi, tifo, epatite A). Per questo motivo è bene consumarle sempre ben cotte e acquistarle dal proprio rivenditore di fiducia.

Un mollusco dalle mille proprietà

Il consumo di vongole, all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata che soddisfi tutti i principi della dieta mediterranea, può apportare vari benefici al nostro organismo.

Tanto per cominciare sono dotate di un valido apporto nutrizionale: 100 grammi di vongole possiedono ben 11 grammi di proteine, 2,5 grammi di carboidrati e 2,5 grammi di grassi. Inoltre sono un alimento leggero e digeribile, con sole 72 kcal ogni 100 grammi di prodotto.

In più possiedono vitamine del gruppo A, B e C e una discreta quantità di sali minerali tra cui calcio, ferro, magnesio, sodio e potassio.

Proprio quest’ultimo minerale, il potassio, raggiunge discrete quantità per un etto di prodotto; per tale motivo sono un alimento altamente energizzante. Il potassio è un minerale utile per il funzionamento dei nostri organi; in particolare è indispensabile per il bilancio idrico e la pressione sanguigna, per regolare l’eccitabilità neuromuscolare e la ritmicità del cuore.

In abbinamento al magnesio, è utile per il ripristino dell’efficienza muscolare (soprattutto in questo periodo siamo soggetti ad avere crampi muscolari dovuti proprio alla carenza dei sali minerali che si perdono con la sudorazione).

La vitamina C è un prezioso alleato per rafforzare il nostro sistema immunitario, mentre la vitamina A è utile contro l’invecchiamento cellulare dovuto alla dannosa azione dei radicali liberi.

Vi sono anche delle controindicazioni, come per tutti gli alimenti che si consumano in eccesso.

Infatti, le vongole sono ricche di colesterolo e il loro consumo deve essere bilanciato per chi ha problemi di ipercolesterolemia. Rientrano anche nella lista di alimenti sconsigliati a soggetti allergici e ipersensibili.

Reperibilità delle vongole veraci

La pesca delle vongole veraci viene effettuata in tutti i mesi dell’anno, sono pertanto sempre disponibili. La riproduzione delle vongole veraci avviene tra luglio e agosto.

Quando non mangiare le vongole?

Non esiste interazione tra il loro consumo e l’assunzione di farmaci e altre sostanze. Per chi soffre di epatite è preferibile evitare il consumo di vongole crude e in genere di altri molluschi crudi, come le ostriche.

Accorgimenti nel loro consumo

Come già detto, le vongole ben pulite e cotte, possono essere consumate da tutti, anche in gravidanza. Queste contengono infatti grandi concentrazioni di acido folico, essenziali per lo sviluppo neurologico del feto (soprattutto nel primo trimestre).

I molluschi invece andrebbero aboliti durante il periodo dell’allattamento, in quanto rendono sgradevole il sapore del latte materno. E’ inoltre da non sottovalutare la possibilità di intolleranze e allergie, in particolare sotto i 3 anni di età. Andrebbero introdotte gradualmente all’interno dell’alimentazione dei bambini, in modo da limitare possibili ed eventuali intossicazioni.

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