“Gloria al cibo”

“Gloria al cibo”

Preparare l’organismo al risveglio primaverile: focus sulla preziosa vitamina D

Quest’anno come non mai, è fondamentale per tutti noi sentire questa rinascita per superare il periodo così difficile che stiamo vivendo

Nonostante nessuno di noi quest’anno abbia pensato all’arrivo della primavera, la sua presenza la s’inizia ad avvertire, anche se un po’ ovattata. Ce lo ricordano le prime fioriture nei nostri balconi e giardini e la luce più radiosa dei pomeriggi più lunghi. La primavera non è solo il risveglio della natura, ma anche il risveglio di noi stessi. E’ la rinascita del nostro corpo che avviene attraverso una necessaria disintossicazione, che va dall’abbandono di cappotti e maglioni ad un’alimentazione fresca e più leggera. Quest’anno come non mai, è fondamentale per tutti noi sentire questa rinascita per superare il periodo così difficile che stiamo vivendo.

Come prepararsi alla primavera?

Dal punto di vista alimentare è necessario porre cura e attenzione a due principali distretti dell’organismo: il fegato e l’intestino. Il fegato è importante perché è come se fosse la “centrale energetica della nostra macchina corpo”; elabora, infatti, tutte le sostanze benefiche e non (per esempio le tossine) che abbiamo incorporato. Per tale motivo, è importante introdurre nella nostra dieta quotidiana un’abbondante porzione di insalata a foglia verde scura prima del pasto principale. (Per esempio il cavolo nero tagliato a julienne, il tarassaco, lo spinacino fresco, foglie di misticanza, rucola, ecc). Questo ci aiuterà ad apportare sostanze che aiutano il fegato ad eliminare le dannose tossine, favorendo, al tempo stesso, un buon funzionamento del transito intestinale rendendolo più veloce grazie alla presenza della fibra. Per una maggiore depurazione sono utili le centrifughe (succhi mix di frutta e verdura ottenuto da lame affilate e velocissime), e gli estratti di verdure (spremitura a freddo che si ottengono più lentamente). Entrambi da bere subito dopo averli preparati. Da ricordare la cosa più importante, e cioè di consumarli rigorosamente a stomaco vuoto per evitare quelle odiose fermentazioni e il gonfiore addominale; in tal modo avremo o il duplice scopo di far penetrare meglio i principi nutritivi. Principi nutritivi, che sono rappresentati dai micronutrienti di sali minerali e vitamine.

Il ruolo della vitamina D

Da un po’ di giorni si sente parlare spesso dell’importanza della vitamina D (chiamata colecalciferolo), meglio nota come “vitamina del sole”, amica delle ossa. In questi giorni circola la notizia che la vitamina D possa essere utile alle persone più a rischio di contagio da Covid - 19. L’idea alla base è che una sua carenza possa essere un fattore di rischio. Va precisato che tale ipotesi si basa esclusivamente su i cosiddetti “dati di letteratura” sulla carenza generale di vitamina D e sul suo possibile ruolo nelle infezioni delle vie respiratorie.

Tuttavia ai tempi del Coronavirus e della conseguente “infodemia” sulla crisi Covid, e delle innumerevoli fake news in circolazione, è opportuno risalire alle fonti ufficiali per prendere coscienza delle reali informazioni. Allo stato attuale, non si dispone ancora di dati specifici sulla vitamina D nell’infezione da Covid, ma esistono pubblicazioni scientifiche da cui emerge che pazienti ricoverati per le complicanze abbiano bassi livelli di vitamina D. Si tratta per lo più di una popolazione anziana, in cui la carenza di vitamina D è normale (dal momento che la principale fonte di vitamina D è rappresentata dall’esposizione ai raggi solari) a meno che non venga somministrata con supplementi. Tuttavia, ci sono altre evidenze scientifiche (pubblicazioni degli ultimi 30 anni), che attestano il suo importante effetto a potenziare le difese immunitarie. Tali dati riguardano l’infezione da bacillo della tubercolosi, ma anche infezioni virali e polmoniti. Questi risultati passati, chiaramente, oggi hanno maggiore importanza.

I cibi salutari con il più alto contenuto di vitamina D

Normalmente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera i livelli di vitamina D immagazzinati dal nostro corpo sono quasi sempre al minimo. Proprio per questo è consigliato assumerla attraverso la dieta da quegli alimenti che la contengono maggiormente. A stabilire l’assunzione raccomandata di vitamina D per la popolazione italiana sono i LARN (livelli di assunzione di nutrienti ed energia della Società italiana di nutrizione Umana). La sua assunzione è indicata per le varie fasce di età (bambini, adulti e anziani). La maggior parte delle fonti alimentari di vitamina D sono cibi di origine animale. La si trova infatti in alcuni pesci come la trota salmonata e il salmone, il pesce spada, il tonno, lo sgombro (il noto pesce azzurro che a differenza dei primi non accumula elevati dosi di metalli pesanti) e anche le più economiche e al tempo stesso salutari aringhe e sardine.

A completare la lista degli ingredienti più ricchi di vitamina D vi sono le uova dove alte concentrazioni della vitamina in questione sono racchiuse nel tuorlo, anche il latte dà un contributo per le sue discrete quantità. Tra gli ortaggi i funghi apportano buoni livelli di vitamina D; particolarmente ricco di vitamina D è l’olio di fegato di merluzzo e il fegato di bovino. Il cioccolato e in particolare le fave di cacao contengono l’ergosterolo, un precursore della vitamina D, ovviamente si tratta del benefico cioccolato fondente.

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