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“Abitare il silenzio”, la poesia del paesologo Luca Ispani

La rubrica TerzaPagina apre il 2023 con la nuova silloge di Luca Ispani Abitare il silenzio (’Round Midnight Edizioni). Buon anno ricco di poesia a tutti i nostri lettori!

Tra il silenzio e noi due

c’é una fessura

ogni tanto ci vado

entro

ritrovo brandelli d’anima

e piccoli pezzi d’infinito.

Ho imparato con il tempo

a prenderne uno

stringerlo al cuore

e il pensiero vola a te.

Allora faccio così:

come un abete solitario

su un monte

mi metto fuori da tutto e aspetto.

Se me ne andassi sarebbe troppo facile

se rimanessi nella fessura mi farei troppo male.

Aspetto di trovare un centro

abitarlo

diventare primavera

quando l’assiolo inizia a cantare

e il vento mi scompiglia i capelli

so che posso andare via.

Torno ogni tanto

senza fare rumore

unisco il mio respiro al tuo

e tutto tace.

(“Abitare il silenzio”, pp.5/6)

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La terra canta sotto la pioggia

la campagna è verde

i filari dei pioppi ad alto fusto

volteggiano con il vento.

Arrivano suoni lievi

echi di parole lontane

dai canali si riflette

il vagabondaggio delle nuvole

mie sorelle.

Semmai esistesse la solitudine

tra la piazza e i portici

io non la vedo

non si muore soli

nei paesi.

(“Bondeno”, pag. 10)

In Abitare il silenzio (’Round Midnight Edizioni) il poeta modenese Luca Ispani investiga e scandaglia le possibilità che si hanno di abitare silenzio, di conoscere il regno della natura in assenza di suono, o quasi, e connetterci profondamente con essa.

In quelle pause di suono, che è suono altro, tra echi di parole lontane, è possibile ascoltare il respiro verde della natura, accarezzare con lo sguardo la timidezza delle chiome e conoscere il sollievo dal frastuono urbano.

Quella di Ispani è una poesia olistica da leggere a piedi nudi mentre ci si muove tra le pagine e s’incontrano luoghi incontaminati da quel frastuono; è una carezza sui paesaggi e vissuti della sua terra, sulle vite stratificate della flora, della fauna, degli umani, sulla memoria luminosa; una poesia cromatica, profumata di petricore, danzante, in cui nuvole raminghe hanno uno stretto rapporto di parentela con il poeta che vive la dimensione umana del paese; dimensione grazie alla quale riesce a superare e annullare la solitudine. In quei luoghi i pensieri in dissolvenza, i saluti e i sorrisi della gente sono capaci di trascolorare la tristezza.

Di tanto in tanto/ qualche foglia cade e muore /dona ritmo al passo e i ricordi vanno alla madre:

Notte tarda

tutto dorme nelle case vecchie.

Cerco invano un lume, una via

una speranza. Nei muri caldi ritrovo te, madre mia

e il tuo seno scoperto

pronto a sfamare la mia malinconia

una volta ancora.

(pag. 69)

Nel paese di case vecchie, il poeta alla ricerca di un lume, una via o una speranza ritrova nel calore dei muri il ricordo della madre a seno scoperto capace di sfamare la sua malinconia ancora una volta.

Quella di Ispani è una geografia lirica ed emotiva che vede nel borgo e nell’agglomerato umano un interlocutore diretto dove L’io appesantito s’alleggerisce e nel contatto con la natura il respiro si fa lieve come i petali che cadono ai piedi dell’autunno. Lì c’è il sollievo, il balsamo che cura; lì c’è la tenerezza di un seme, l’attesa dolce, una nuova vita che sboccia. Tutto ciò che si può sapere dell’amore.

In Abitare il silenzio il camminamento della precedente silloge Il rumore dei passi (’Round Midnight Edizioni, 2019) lascia spazio a un sostare silenzioso, alla consapevolezza che per quanto il volto della campagna, degli aggregati umani, di interi paesi possa essere cambiato e continui a farlo e si trasformino di conseguenza anche le abitudini, il lavoro, le lotte e le rivoluzioni, l’unica certezza che resta - per citare il poeta salentino Luigia Antonio Verri - è il rapporto che l’uomo ha stabilito con la terra e con il respiro grande del vento, il sibilo lungo che si può udire solo di mattina quando la vastità dei campi si apre alla vista e pone gli alberi a farci da sentinelle silenziose.

Il lirismo antropo-ecologico di Ispani è fluido, morbido, nutriente; i suoi versi fotogrammi che pungolano il pensiero a una riflessione più profonda sul silenzio, sul vento e sul paesaggio.

Luca Ispani (Modena, 1979) Dal 2014 al 2015 ricopre il ruolo di vice-presidente presso l’associazione culturale “i poetineranti”. Collabora con il collettivo di poesia nazionale “Bibbia d'Asfalto” dal 2014 al 2016. Da qualche mese segue il progetto “Grungeart” che è la creazione di un vero e proprio spettacolo basato su testi performanti, musica e arte visiva riconducibili al movimento “grunge” dei primi anni ’90. Parecchi suoi testi sono stati tradotti negli Stati uniti, in Messico e in Australia. Nel 2019 pubblica “Il rumore dei passi” con la casa editrice ’Round Midnight Edizioni.

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