Martedì, 16 Luglio 2024

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A cura di Redazione

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La figlia abusata dal patrigno e i silenzi di Alice Munro: si può scindere la scrittrice dalla persona?

Andrea Robin Skinner, terza figlia della celebre autrice canadese vincitrice del premio Nobel per la letteratura, rilascia una confessione fiume sul Toronto Star. Confessando gli abusi e i silenzi della madre

Andrea Robin Skinner, terza figlia del Premio Nobel per la Letteratura 2013 Alice Munro, domenica 7 luglio 2024, racconta in un articolo confessione al Toronto Star una storia di abusi da parte di Gerald Fremlin, compagno della madre. Abusi iniziati nell’estate del 1976 quando Skinner ha solo 9 anni e Fremlin 50. Skinner racconta al padre biologico Jim Munro quanto accaduto ma l’uomo sceglie di non riferire nulla alla madre. Le molestie continuano per anni, l’uomo le racconta addirittura di altre vittime e anche dell’intimità tra lui e Alice Munro. Tutto finisce quando Skinner diventa adolescente ma i danni sono oramai incommensurabili. La ragazza soffre di insonnia, emicranie e bulimia.

Compiuti i vent’anni, Andrea Skinner ha la forza di denunciare gli abusi alla madre attraverso una lettera dopo che la stessa le parla di un racconto che ha scritto su una ragazza morta suicida dopo aver subito violenze, le chiede addirittura perché secondo lei la ragazza fittizia non abbia mai detto nulla alla propria madre. Alice Munro vive l’accaduto come un tradimento personale, si sente ferita da lei e da tutte le altre “amicizie adolescenti” che l’uomo ha.

Fremlin e Munro ne parlano e l’uomo le confessa addirittura minacce di morte verso la ragazza se questa si fosse rivolta alla polizia. Il silenzio e la negazione vincono ancora, tutto torna all’orrore muto della normalità. L’inizio della terapia di Andrea Skinner mina il sistema familiare di omertà e la ragazza trova il coraggio di denunciare, l’uomo si dichiara colpevole ma è il 2005 e ha ottant’anni. Lo condannano a due anni di libertà vigilata con il divieto di interagire con minori di quattordici anni per la durata della condanna sospesa.

I silenzi continuano comunque per non danneggiare la carriera letteraria di Munro, famosa in tutto il mondo e consacrata dall’accademia svedese con il più alto riconoscimento: il conferimento del Premio Nobel per la letteratura proprio lo stesso anno in cui Gerald Fremlin muore, il 2013.

Cosa può spingere una donna brillante, colta, che tanto ha scritto nei suoi racconti di relazioni tra madri e figlie a compiere una scelta del genere? Inoltre si può scindere la scrittrice dalla persona?

Contattato telefonicamente lo psicoterapeuta Roberto Quarta dice quanto segue: “La prima domanda è perché il padre non riferisce alla ex moglie degli abusi quando la figlia preadolescente gliene parla. Probabilmente, il padre biologico non le crede. Questo è il primo dramma delle persone che subiscono abusi sessuali in giovane età”.

“Da un lato, i minori abusati vivono inizialmente una incapacità di comprendere il senso degli abusi degli adulti e hanno difficoltà a interpretarli. Successivamente invece, vivono un lacerante conflitto fra il pensiero di essere loro stessi causa delle attenzioni morbose dell’adulto abusante sviluppando, così un profondo senso di colpa e il cercare l’aiuto dagli adulti. Ecco perché una richiesta d’aiuto non ascoltata rischia di avere un effetto peggiore dell’abuso”.

“Quando all’età di 20 anni Skinner racconta alla madre degli abusi subiti dal patrigno viene da chiedersi come mai la madre non si sia mai accorta dell’insonnia, dell’emicrania, della bulimia e di chissà cos’altro, considerando che una ragazza che subisce attenzioni sordide e abusi da parte di un adulto che vive sotto lo stesso tetto provocano necessariamente dei disturbi comportamentali, visibili a una madre attenta; disturbi che impattano sulla scuola e nelle relazioni sociali. Sembra evidente, data questa considerazione, perché la madre reagisca alla confessione degli abusi subìti dalla figlia come un tradimento personale da parte del compagno. Munro sembra dunque porre l’accento sul danno subito da lei piuttosto che sul danno subito dalla figlia e questo risponderebbe alla domanda: si può scindere la scrittrice dalla persona? Forse la risposta amara può arrivare da un’altra domanda ancora: quale persona? L’unica madre che ha avuto Andrea Robin Skinner è stata una scrittrice che scriveva di madri che avevano relazioni difficili con i figli”.

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