Lunedì, 15 Luglio 2024

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A cura di Redazione

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Intervista con l’artista Francesco Arena, vincitore del “Premio Pino Pascali”

È l’artista salentino Francesco Arena il vincitore della XXVl edizione del Premio Pino Pascali e inaugura oggi la sua installazione diffusa Trenta Altalene nel cuore di Polignano a Mare

LECCE - Inaugura domani 6 luglio a Polignano a Mare l'installazione diffusa 30 Altalene a cura di Francesco Arena, l'artista contemporaneo vincitore dell’edizione 2024 del prestigioso Premio Pino Pascali. Un riconoscimento importante per la carriera di Arena già particolarmente apprezzato e conosciuto nel mondo dell'arte contemporanea.

Cosa si prova a vincere il Premio Pino Pascali?

“Sono onorato e felice di ricevere il Premio Pino Pascali, sono pugliese e vivo in Puglia ed è la prima volta che ho l’opportunità di realizzare un’opera su vasta scala e per di più pubblica per la mia regione e per questo ringrazio sia la Fondazione Pino Pascali che la Regione Puglia che ha finanziato il progetto, inoltre Pino Pascali è un artista seminale, le sue opere sono tutte l’inizio di un percorso che oltre alla bellezza della singola opera si aprono a possibilità future, un artista sempre giovane in continuo divenire”.

Se potessi incontrare Pino Pascali cosa gli diresti?

“Gli chiederei quale sarebbe stata la prossima opera”.

Com’è nata l’installazione diffusa30 altalene visto che è un’opera pensata e concepita proprio in occasione del premio Pino Pascali?

“Con Giuseppe Teofilo direttore della Fondazione Pino Pascali e Bruna Roccasalva curatrice del mio intervento per il premio si è pensato quest’anno, per la prima volta, di dialogare con la città e ho pensato che per attivare un reale dialogo occorresse realizzare un’operache chiunque potesse “agire”. Da qui la scelta di riprendere e ampliare un opera realizzata un paio di anni fa proprio in Puglia per l’edizione di Panorama a Monopoli, un altalena con la seduta in bronzo invece che di legno o gomma con incisa l’incipit di Anna Karenina di Tolstoj, “tutte le famiglie felici si somigliano tra loro, ogni famiglia infelice lo è a suo modo”, da me mutuata in “tutti i giorni presenti si somigliano tra loro, ogni giorno passato è differente a suo modo”, successivamente quest’altalena è andata in altri luoghi incontrando altra gente e ora torna in Puglia accompagnata da altre ventinove altalene dislocate in giro per il paese, dalle scogliere al centro storico alla periferia”.

Perché proprio trenta e non un altro numero?

“Non c’è un motivo preciso, quando ho pensato a queste altalene che si diffondevano per tutto il paese ho subito pensato al numero trenta, non poche ma neanche tantissime, un numero con una sua esattezza”.

Le trenta altalene, dislocate in diverse zone, recano ognuna un aforisma, una frase ouna breve poesia. Con quale criterio ha scelto scrittrici e scrittori?

“Ho chiesto ad autori che stimo e di generi differenti, scrittori di fiction, filosofi, critici, poeti,dando la massima libertà e accettando quello che veniva, il risultato è vario come vari sono i luoghi nei quali le altalene sono installate, gli autori sono ventisei, le restanti quattro altalene sono mie elaborazioni da frasi di Lev Tolstoj, Fedor Dostoevsky, Daniele Del Giudice e JonFosse”.

È possibile sapere chi sono le scrittrici e gli scrittori coinvolti nel progetto?

“Antonella Anedda, Gian Maria Annovi, Franco Arminio, Marco Belpoliti, Chiara Bottici, Annarita Briganti, Giulia Caminito, Gianrico Carofiglio, Alessandra Chiricosta, Mario Desiati, Paolo Di Paolo, Peppe Fiore, Maurizio Fiorino, Mario Fortunato, Umberto Galimberti, Gabriella Genisi, Tommaso Giartosio, Nicola La Gioia, Antonella Lattanzi, Teresa Macrì, Matteo Marchesini, Sandra Petrignani, Rosella Postorino, Laura Pugno, Luca Sommi, Federico Vercellone”.

Di recente hai partecipato alla collettiva Votiva, un progetto di recupero e valorizzazione delle edicole votive promosso dalla città di Parabita, con un’opera molto interessante intitolata Diocubo. A distanza di qualche mese sei a Polignano a Mare con l’installazione diffusa 30 Altalene. Da un’edicola a 30 spazi diversi, come si affronta la sfida di intervenire all’interno di spazi pubblici?

“Cerco di intervenire in maniera discreta, l’opera nello spazio pubblico deve dialogare con lo spazio ma soprattutto con chi quello spazio lo vive, non può esserci convivenza costretta altrimenti l’opera non dialoga e muore, diventa arredo urbano inutile perché magari non ci si può sedere neanche sopra”.

Confrontarsi con una dimensione allargata in cui accessibilità econdivisione diventano i requisiti fondamentali affinchéun’opera si integri nelcontesto per il quale è stata pensata, che cosa mette in gioco di inedito o diverso, a parte lo spazio, per un’artista?

“Le Trenta Altalene sono delle sculture, sono in bronzo, la scelta del materiale non è casuale, il bronzo è resistente ma allo stesso tempo è in grado di conservare per sempre la rapidità del gesto di una frase tracciata sull’argilla morbida, è il materiale più utilizzato per i monumenti, sculture che dovrebbero dialogare con tutti e che sono di tutti, diversamente da un monumento però sulle altalene ti ci puoi sedere, anzi devi dondolarti, recano un messaggio che puoi leggere se non le stai utilizzando perché quando le utilizzi ci sei seduto sopra, l’opera è aperta a tutto questo attende i dondolanti”.

Se potessi fare un feat. Con un artista del passato, chi sarebbe? E per realizzare cosa?

“Mi piacerebbe guardare, non visto, uno qualunque di quegli oscuri uomini che in qualche caverna millenni fa ha sollevato una roccia che era distesa mettendola in verticale cambiando la forma delle cose per sempre”.

Qual è il libro della vita di Francesco Arena, quello che consiglierebbe assolutamente di leggere?

À la recherce du temps perdu di Marcel Proust”.  

Francesco Arena (Torre Santa Susanna, Brindisi, Italia, 1978) Vive e lavora a Cassano delle Murge, Bari, Italia. Francesco Arena ha esposto i suoi lavori in numerose mostre personali e collettive, in spazi pubblici e privati. Tra le mostre personali presso importanti istituzioni ricordiamo: Il fulmine governa ogni cosa, Fondazione Nicola Del Roscio, Rome (2023); Dieci minuti e un soffio, Palazzo Borromeo, Milan (2022); Onze mille cent quatre-vingt sept jours, Frac Champagne-Ardenne, Reims, France (2013); Trittico 57, Museion, Bolzano, Italy (2012); Cratere, De Vleeshal, Middelburg, Netherlands (2010). Nel 2013 ha partecipato al progetto espositivo “Vice Versa” per il padiglione italiano della 55. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia. Nel 2019 è tra i vincitori della quinta edizione dell’ItalianCouncil promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. I lavori di Francesco Arena sono nelle collezioni dei più prestigiosi musei nazionali e internazionali: Walker Art Center, Minneapolis; Philadelphia Art Museum, Filadelfia; Magazzino Italian Art, Cold Spring, NY; Castello di Rivoli, Torino; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; Museion, Bolzano; Madre - Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina, Napoli.

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