Sabato, 20 Luglio 2024

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A cura di Redazione

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Riportare la fantascienza contemporanea in libreria: nasce così "Zona 42"

TerzaPagina continua il suo viaggio nel mondo dell’editoria italiana indipendente. Il quinto incontro è con Giorgio Raffaelli che, con Marco Scarabelli, dirige la casa editrice

Come e quando nasce la casa editrice Zona 42?

"Zona 42 è nata nel febbraio 2014, quando io e Marco Scarabelli abbiamo ufficializzato dal notaio il progetto editoriale su cui stavano lavorando da mesi: riportare la fantascienza contemporanea in libreria.

Il motivo di questa scelta è semplice: crediamo da sempre nelle qualità letterarie del genere, crediamo nella sua capacità di suscitare meraviglia ed emozione, riteniamo la narrativa speculativa uno degli strumenti più utili a riflettere sulla contemporaneità, senza per questo rinunciare alla capacità d’intrattenimento insita a questo tipo di letture.

Scegliere però di occuparsi di letteratura di genere dieci anni fa era qualcosa di profondamente spericolato: tutti gli editori che si erano occupati di fantascienza nel corso dei decenni precedenti avevano abbandonato il genere che dalla fine degli anni ’90 si ritrovava in libreria solo con le ristampe di Asimov, Dick, al massimo Gibson o Ballard.

A cosa è dovuta la scelta di questo nome?

"Rispecchia la filosofia della casa editrice: unisce la 'zona' che è il luogo letterario dove si incontrano incubi e meraviglie, dove si ragiona di scienza e filosofia e politica, al numero '42' ovvero la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. Per noi significa lavorare nel modo più professionale possibile cercando di non prenderci troppo sul serio, divertendoci lungo la strada".

Com’è cambiata l’editoria rispetto agli esordi di Zona 42?

"A livello macro, quello dove si muovono i grandi gruppi editoriali non credo ci siano stati grossi cambiamenti, con una produzione che si trascina – salvo rare eccezioni – su vecchi schemi e pregiudizi, e dove il cambiamento è sempre annunciato ma mai realizzato.

A livello della piccola editoria di genere, che è quello in cui ci troviamo a operare, il panorama in questi dieci anni è profondamente cambiato: non c’è mai stata una tale ricchezza di proposta, di ricerca, di pubblicazioni. Alla quantità di nuove storie disponibili non è però seguito un aumento del numero delle persone che leggono. Quello che notiamo è un mercato sempre più frammentato, parcellizzato, dove sopravvivere è difficile e prosperare quasi impossibile. Ma dove la varietà delle uscite non ha paragoni rispetto a quel che viene proposto dalle major".

Come è diventato editore?

"Da lettore di fantascienza agli inizi degli anni 2000 mi son ritrovato senza più libri da leggere e ho iniziato a cercare i testi che mi interessavano in lingua originale. E quando inizi a leggere un libro più bello dell’altro, da lettore non vedi l’ora di condividerli con gli amici. Zona 42 è nata da questa spinta e da questa esigenza".

Come sceglie i testi da pubblicare?

"Leggendo, leggendo, leggendo. Ci sono altri modi?"

Ci vuole parlare delle collane di Zona 42? 

"Come dicevamo, Zona 42 è nata per riportare in libreria la fantascienza contemporanea da troppo tempo assente dagli scaffali. La collana che ancora ospita queste proposte di chiama I libri dell’Iguana, anche se ora al suo interno si ritrova anche qualche titolo fantastico e weird. A questa collana ha fatto seguito 42Nodi, nata per dare spazio a narrazioni più brevi, in cui il “genere” viene declinato nelle sue principali componenti (e il colore delle copertine è un indizio per scoprirlo). Il senso di questa collana è permettere al lettore di assaggiare territori narrativi che lo incuriosiscono senza dover investire il tempo necessario a leggere un romanzone di centinaia di pagine. A curare la collana abbiamo chiamato Elena Giorgiana Mirabelli per i testi italiani e Vargas per quelli in traduzione. Quest’anno abbiamo affiancato a queste due collane il progetto Caronte, dedicato alla letteratura del perturbante, affidandone la cura a Luigi Musolino, autore horror italiano tra i più apprezzati, recente finalista al World Fantasy Award.

Quali sono le novità appena uscite per Zona 42 e quali quelle di prossima uscita?

"Tra le ultime uscite di Zona 42 ci piace segnalare Cronache dalla Deriva, di Carlo Roselli, romanzo polifonico che racconta le persone che si ritrovano a tentare di sopravvivere alla catastrofe in un sud Italia reso quasi irriconoscibile dalla crisi e dai tentativi di restaurazione di un ordine ormai impossibile da replicare.

A maggio sono arrivati il terzo Nodo di Silvia Tebaldi (I giorni del vuoto) che continua l’esplorazione dell’umanità residua in una Bologna guasta, e poi la nostra prima antologia dedicata alla fantascienzaqueer (Stasera faremo cadere il cielo, a cura di Giuliana Misserville) e Siamo qui per farci male, di Paula D. Ashe, tradotto da Claudio Kulesko, secondo volume della collana Caronte. Un volume che esplora le più oscure e terribili derive dell’orrore letterario contemporaneo".

Se si potesse fare un feat. come accade con la musica con quale editore o editrice lo farebbe? e soprattutto per pubblicare chi e cosa?

"Una casa editrice a cui pensiamo spesso è Sur, che per la sua parte di libri tradotti dall’inglese ha un catalogo in qualche modo parallelo al nostro e che lavora in maniera splendida dando grande risalto a letterature che una volta si sarebbero definite marginali. Qualsiasi cosa si riuscisse a fare insieme sarebbe stupefacente. Sul lato delle pubblicazioni italiane, direi che i primi nomi che suggerirei ai lettori di esplorare sono Neo Edizioni e Moscabianca, quest’ultima anche per l’attenzione che dedicano al pubblico più giovane.

Non so se ci troveremo mai a pubblicare qualcosa insieme, di sicuro sono case editrici che non viviamo come concorrenti, ma come compagni di cammino".

Qual è il primo libro che ha letto?

"Non ricordo il titolo, ma ricordo che c’era questa famiglia che sopravviveva a stento in campagna e si ritrovava con un paiolo magico che non smetteva più di produrre polenta che subito risolveva il problema della fame, ma che poi ne creava altri. Avevo 5 o 6 anni, e mi ricordo bene quanto mi colpì!".

E quale quello che consiglia sempre di leggere?

"Ce ne fosse solo uno! I libri che per me sono stati tra i più importanti nel mio percorso di lettore sono stati Il Maestro e Margherita, Neuromante,Il Lungo addio, Opinioni di un clown, ma sono anche profondamente convinto che ogni persona che legge deve crearsi il proprio percorso, lasciandosi guidare dall’istinto, dalla curiosità, dalla fortuna. Perché esistono sicuramente libri brutti, ma non esistono libri sbagliati".

Mi dice un aggettivo per definirsi come lettore e come editore?

"Curioso, e pronto alla meraviglia".

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