Toccatine proibite su un giovane paziente: infermiere rischia il processo

L’episodio sarebbe avvenuto il 25 agosto di un anno fa, al “Vito Fazzi” di Lecce, dove la presunta vittima, un 22enne, era ricoverata in seguito a un intervento chirurgico

LECCE - Avrebbe allungato le mani sulle zone intime di un paziente di 22 anni con la scusa di controllare le medicazioni, effettuate in seguito a un intervento chirurgico. E’ questa l’accusa per la quale rischia il processo un infermiere dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce: violenza sessuale aggravata dal fatto di aver approfittato della condizione di inferiorità del giovane che era incapace di muoversi autonomamente proprio perché reduce da un’operazione.

A sporgere denuncia agli agenti della squadra mobile di Lecce, fu proprio il 22enne (che oggi è assistito dall’avvocato Chiara Fanigliulo) e, dal suo racconto, sono così partite le indagini, condotte dal pubblico ministero Carmen Ruggiero, finalizzate a fare chiarezza su quanto sarebbe accaduto nella struttura ospedaliera (dove il ragazzo era ricoverato) il 25 agosto di un anno fa.

L'inchiesta è giunta ieri all’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm. La decisione spetterà al giudice Simona Panzera che, accogliendo l’istanza formulata dall’imputato (attraverso l’avvocato difensore Marcello Marcuccio), di avere del tempo per valutare un'eventuale richiesta di rito alternativo, ha aggiornato l’udienza al 5 febbraio.

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