Cronaca

Accoltellamento in piazza, padre e figlio condannati a 12 anni

Emesso il verdetto per Antonio Savarelli e il figlio Salvatore nel processo discusso col rito abbreviato per l’episodio avvenuto il 20 aprile di un anno fa a Gagliano del Capo

GAGLIANO DEL CAPO - E’ stata riconosciuta l’accusa di tentato omicidio nel processo che vedeva imputati Antonio Savarelli, 48 anni, e il figlio Salvatore, 25, di Gagliano del Capo per l’aggressione a colpi di coltello di un uomo, avvenuta il 20 aprile di un anno fa in piazza Falcone e Borsellino.

Sei anni di reclusione è la pena inflitta per ciascuno degli imputati dal giudice Edoardo D’ambrosio al termine del processo discusso questa mattina con il rito abbreviato condizionato dalla consulenza depositata dai difensori, gli avvocati Luca Puce e Paolo Pepe, secondo la quale le coltellate non avrebbero potuto causare il decesso. Proprio alla luce delle conclusioni alle quali era arrivato il medico legale Francesco Faggiano, che i legali avevano chiesto la riqualificazione del reato in lesioni personali gravi.

Ma, come detto, l’accusa ha retto. E’ caduta l’aggravante dei futili motivi così come chiesto dalla pubblica accusa che con il pm Alessandro Prontera aveva invocato una pena più bassa a 4 anni e 8 mesi, considerando l’attenuante della provocazione. Questa però non è stata riconosciuta dal giudice che ha ritenuto, probabilmente, l’azione delittuosa sproporzionata all’offesa. Per saperne di più bisognerà attendere che vengano depositate le motivazioni del dispositivo (entro 90 giorni), nel quale è contemplato anche un primo e immediato risarcimento del danno per 15mila euro alla vittima (parte civile con l’avvocato Giovanni Chiffi) e la parte restante da liquidarsi in separata sede.

I legali degli imputati hanno già annunciato che faranno ricorso in appello per ribadire la loro tesi.

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