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Cronaca

Acquisti in pieno lockdown con buoni spesa contraffatti, in tre finiscono al banco degli imputati

Si è conclusa con due rinvii a giudizio e l’ammissione di un abbreviato, l’udienza preliminare nei riguardi di due leccesi e di un uomo di Matino accusati di aver utilizzato ticket fasulli, uguali a quelli rilasciati dal Comune di Lecce per aiutare famiglie bisognose

LECCE - Sono finiti al banco degli imputati con l’accusa di aver acquistato generi alimentari con buoni spesa contraffatti che riproducevano quelli erogati dal Comune di Lecce per aiutare le famiglie bisognose messe in ginocchio dal lockdown. Si tratta di due leccesi, Savio Attanasio, di 42 anni, e  Giuseppe Bolognese, di 49, e di Claudio Reho, 46enne di Matino: i primi due (assistiti dagli avvocati Mario Fazzini e Ivan Feola) saranno giudicati col rito ordinario, davanti a Tribunale monocratico di Lecce, l’altro (difeso dall’avvocato Raffaele Benfatto) l’11 marzo col rito abbreviato.

Lo ha deciso il giudice Sergio Tosi, dinanzi al quale nei giorni scorsi è stata discussa la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. Tra i reati contestati -  ricettazione, truffa, sostituzione di persona, contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione o certificazione – non ha retto quello di falsificazione di monete.

Stando alle indagini ,avviate dagli agenti della squadra mobile a seguito della denuncia sporta da alcuni negozianti, nel maggio del 2020, il gruppetto, insieme ad altri individui (non identificati), avrebbe utilizzato ticket fasulli dal valore ciascuno di dieci euro per fare spese in diversi esercizi commerciali a Lecce, per un totale di oltre cinquemila euro, utilizzando l’identità di altre persone. Durante le perquisizioni, infatti, oltre ad altri buoni contraffatti, fu rinvenuta anche la carta d’identità di un uomo, di cui era stata denunciata la scomparsa.

Bolognese risponderà anche dell’accusa di detenzione abusiva di armi, perché nel suo ufficio gli agenti trovarono cinque proiettili di pistola calibro 6.35 mai denunciati.

Diversi gli episodi accertati dagli inquirenti: il 7 maggio, sarebbero stati impiegati 14 buoni contraffatti presso il supermercato “Pam Express” di via Argento; l’8 maggio, 40 nell’“Md” di via Moricino, 10 in quello di via Merine, e altri 30 nell’“Md”, di via Cudazzo; il 9 maggio, 29 ticket nell’“Eurospin” di viale Rossini, altri 32 in quello di viale Aldo Moro e 28, nell’Eurospin di via Lequile; il 9 maggio, nel “Demar” in viale Aldo Moro sarebbero stati impiegati 15 buoni; l’11 maggio nell’“Eurospin” di via Pozzuolo, 18 buoni e altri 9 presso il supermercato “Eurospin” di via Moricino e 18 nel “Conad ex Ipermac” di viale Japigia.

Ma non finisce qui. Sempre nel mese di maggio, in diverse occasioni, sarebbero stati utilizzati: 77 buoni contraffatti nel supermercato “Pam Express” in via Argento; 17 nell’“Ipermac” di piazzale Sondrio e 63 in quello di viale della Libertà; 46, presso il supermercato “Conad” di piazzale Rudiae; 65 nel “Lidl” di viale della Repubblica.

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