Anziano malato, lasciato sporco e senza cibo: due anni al badante

E' un verdetto di condanna quello emesso oggi nei riguardi di un uomo di origini bulgare ma residente a Lecce. L'accusa è di maltrattamenti nei riguardi di un 80enne del quale avrebbe dovuto prendersi cura

LECCE - Da mangiare, quando se ne ricordava, gli avrebbe dato del pane duro e più volte l’avrebbe lasciato vivere nella sporcizia. In un’occasione, l’avrebbe lasciato in auto a cuocere sotto il sole e in un’altra, invece, l’avrebbe portato fuori casa nonostante la febbre e  la bronchite.

Sono queste le angherie che avrebbe subito un anziano affetto da un grave handicap dal suo badante per anni, dal dicembre del 2013 all’aprile del 2016, e oggetto del processo che si è concluso oggi con una condanna. E’ di due anni di reclusione (a fronte dei tre invocati dalla pubblica accusa) la pena inflitta dal giudice della prima sezione penale del Tribunale di Lecce Silvia Saracino a Petkov Plmen Boris, 42enne di origini bulgare ma da tempo residente a Lecce, accusato di maltrattamenti.

La sentenza prevede anche un immediato risarcimento del danno (il resto sarà liquidato in separata sede) di 10mila euro alla presunta vittima (parte civile al processo con l’avvocato Simona Blago) come condizione necessaria per l’imputato di beneficiare della sospensione della pena.

L’avvocato difensore Vincenzo Magi ha già annunciato che, non appena saranno depositate le motivazioni del dispositivo (il termine preso dal giudice è di novanta giorni) ricorrerà in Appello.

Insomma, il finale della storia contenuta nelle carte dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Stefania Mininni, potrebbe cambiare in un secondo processo, ma intanto dal primo, è emersa la responsabilità dell’uomo. A sporgere denuncia fu la sorella dell’anziano, oggi 81enne, che agli inquirenti riferì pure di aver ricevuto messaggi intimidatori su whatsapp dal badante, quando questo fu messo alla porta: “Te la faccio pagare”, “La cosa non finisce bene”. E ancora: “Se tu mi mandi via, pace non c’è per nessuno…ti faccio pagare l’aria che hai respirato”.

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