Body shaming a una fan salentina, a processo l’ex cantante di Amici

Il cantante napoletano Daniel Cosmic, divenuto popolare per la sua partecipazione al talent show di Maria De Filippi, sarà giudicato a Lecce per le offese rivolte su Instagram a una quindicenne

Un fotogramma del video in cui il ragazzo ha denigrato la ragazza

LECCE – Conosceva a memoria le parole delle sue canzoni e mai avrebbe immaginato che proprio il suo idolo, a lei ne avrebbe riservate pubblicamente ben altre, offensive sull’aspetto fisico. Così dal banco della scuola di “Amici”, il programma tv che l’ha reso popolare, l’ex concorrente napoletano Daniel Cosmic, in origine Daniel Piccirillo, di 20 anni, è finito a quello degli imputati.

Dovrà rispondere dell’accusa di diffamazione aggravata dai futili motivi nel processo che si aprirà il 18 novembre 2021 davanti al giudice della prima sezione penale del tribunale di Lecce Stefano Sernia. Come ricostruito in anteprima da Lecceprima, lo ha stabilito la Procura nel decreto di citazione diretta a giudizio all’esito delle indagini avviate dopo la denuncia della madre della ragazza, oggi 16enne, originaria di un comune del Nord Salento, attraverso l’avvocato Francesco Cazzato.

La vicenda di body shaming risale allo scorso aprile, quando il cantante si rese disponibile a incontrare alcune follower in una diretta su Instagram, uno dei social più frequentati di questi tempi, sbeffeggiandola con battute sul peso condite da risatine mortificanti: “Il tuo ragazzo ideale? …Allora, commestibile, l’importante è che te lo mangi. Immagino che fai disperare tua mamma. È capitato a volte che te la sei mangiata? Cosa fai come hobby oltre che mangiare?”; “Come stiamo? Se non ci mangi stiamo molto bene”.

Quelle parole non solo spezzarono il cuore dell’adolescente per la quale fu necessario ricorrere all’aiuto di uno psicoterapeuta, ma scatenarono la rabbia sul web. A nulla valsero le scuse del cantante e la chiusura del suo profilo Instagram, a fermare il procedimento penale partito, come detto, dalla denuncia per denigrazione, offese pubbliche e cyberbullismo sporta dal legale della famiglia alla polizia postale.

Nel processo che si aprirà l’anno prossimo, durante la prima udienza, l’imputato (assistito dall’avvocato Marco Brenna) potrà chiedere di essere giudicato con un rito alternativo (abbreviato o patteggiamento) o fare richiesta di messa alla prova.

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