Carabiniere e “Le Iene” sott’accusa, chiesti 100mila euro di risarcimento

Prima udienza nel processo che vede imputati per diffamazione l’ex brigadiere neretino Gatto e, per omesso controllo, autori e inviati del servizio sul pestaggio costato l’invalidità a un 40enne di Seclì

SECLI' - E’ iniziato oggi il processo legato al pestaggio, avvenuto dieci anni fa, di Antonio Torquato Epifani, 40enne di Seclì, di cui è stato riconosciuto responsabile, con condanna definitiva a tre anni e due mesi di reclusione, l’ex brigadiere del Norm (Nucleo operativo e radiomobile) della compagnia di Gallipoli Michele Gatto, 56 anni, di Nardò.

Stavolta l’accusa che ha riportato il militare in un’aula di giustizia è di diffamazione, perché durante il servizio intitolato “Guardia e Ladri: con chi state?” della trasmissione televisiva “Le Iene” trasmesso da Italia Uno, l’11 aprile dello scorso anno, non solo non riferì della sentenza diventata irrevocabile nei suoi riguardi, ma raccontò di essere stato picchiato a sua volta e di essere stato spinto contro un muretto a secco, circostanza quest’ultima smentita da un’assoluzione (anche questa irrevocabile) per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni nei riguardi di Epifani.

Oltre a Gatto, sono imputati per omesso controllo, gli autori e gli inviati del servizio Riccardo Spagnoli, 34 anni, di Milano, Matteo Viviani, 44, di Milano, Alessandra Mercurio, 45, di Milano, e il direttore Business Digital del Gruppo Mediaset Pier Paolo Cervi, 56 anni, di Parma, e la direttrice responsabile della trasmissione Laura Casarotto, 50, di Milano.

Oggi, Epifani che, in seguito a quell’aggressione ottenne dall’Inps l’invalidità totale dal lavoro e l’indennità di accompagnamento (riconoscimenti messi in discussione da Gatto durante il servizio televisivo) si è costituito parte civile, attraverso l’avvocato Stefano Stefanelli (nella foto), invocando una richiesta risarcitoria di 100mila euro. Il giudice Fabrizio Malagnino , chiamato a valutare la vicenda, ha rimesso gli atti al presidente del tribunale per stabilire se sia incompatibile, avendo già giudicato, in un altro processo Gatto e alcuni carabinieri per falsa testimonianza.

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In aula si ritornerà il 4 febbraio.

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