Cardellini e la leadership nel business delle navette

Per il giudice Cinzia Vergine, il 46enne di Gallipoli, forte dei suoi trascorsi giudiziari, avrebbe intimorito gli operatori e dettato le regole nel settore, “silenziando” con la violenza i “ribelli”

GALLIPOLI - Forte del suo nome e del suo spessore criminale, Luigi Cardellini riesce a incutere timore, non solo a soggetti inseriti nei circuiti delinquenziali ma anche ai comuni cittadini: lo sostiene il giudice Cinzia Vergine nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita oggi con l’operazione “Efesto”.  

Secondo il gip, il 45enne di Gallipoli, sebbene sprovvisto di titoli autorizzativi,  avrebbe assunto un ruolo di spicco nell’ambito del business illecito degli autobus navetta, come emergerebbe da alcune conversazioni intercettate con altri operatori del settore muniti di regolare licenza. Uno di questi lo avrebbe tenuto aggiornato sia degli incontri che si tenevano nel palazzo municipale con i rappresentanti dell’Ente e sulle nuove opportunità di lavoro come quelle legate all’arrivo di alcune navi da crociera nel porto di Gallipoli e alla programmazione di importanti manifestazioni estive come “Battiti Live”.

A dettare le regole, poi, ci avrebbe pensato lui. “Presidiava il territorio lavorando “a nero” con una propria navetta e impartiva indicazioni precise quando si trattava di selezionare gli operatori scelti per accedere a lucrose opportunità lavorative”,  dimostrando, inoltre,” tutta la sua autorevolezza quando si trattava di escludere operatori indesiderati”, si legge in un altro passaggio dell’ordinanza.

E sarebbero stati guai per chi non si fosse allineato alle sue regole, come un autista  di 60 anni (non ancora identificato), che durante una riunione tra autisti e titolari di licenza di Ncc (Noleggio con conducente), Cardellini  avrebbe riempito di botte e umiliato, facendolo piangere davanti a tutti, non essendo stato in grado, tra le altre cose, di “fare distinzione…” tra persone.

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