Case popolari, la Cassazione annulla le ordinanze di Monosi, Torricelli e Gorgoni

Gli atti torneranno a Lecce per difetto di motivazione. La difesa aveva puntato sulle mancate esigenze cautelari. Stesso provvedimento anche per il dirigente del Comune Rollo

ROMA - Finora tutti i giudici sono stati d’accordo. E, invece, il verdetto emesso in serata dalla Corte di Cassazione ha segnato un’inversione di rotta nell’inchiesta sulle case popolari assegnate in cambio di voti. Gli “ermellini” della sesta sezione hanno annullato con rinvio per difetto di motivazione l’ordinanza del Tribunale del Riesame nei riguardi dell’ex assessore ed ex consigliere Attilio Monosi, dell’ex consigliere comunale Antonio Torricelli, del funzionario Pasquale Gorgoni.

Sono state dunque accolte a pieno le ragioni esposte dalla difesa (rappresentata dagli avvocati difensori Luigi Covella, Amilcare Tana e Riccardo Giannuzzi) che aveva puntato sulle mancate esigenze di custodia cautelare.

La decisione segna un passo indietro nel procedimento perché gli atti torneranno a Lecce e il tribunale del Riesame dovrà attenersi alle disposizioni della Cassazione. I due politici e il funzionario al momento rimarranno ai domiciliari, ai quali sono sottoposti dal 7 settembre scorso, con l’accusa di far parte di un’associazione a delinquere che avrebbe utilizzato gli alloggi popolari per il proprio tornaconto elettorale.

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L’annullamento con rinvio è stato disposto anche per il dirigente Paolo Rollo, (difeso dall’avvocato Stefano De Francesco), sospeso per un anno dal servizio, nell’ambito della stessa inchiesta.

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