Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Millantato credito e truffa, nuova condanna per una 53enne. Presunta complice a giudizio

Si è svolto oggi, dinanzi al gup Annalisa De Benedictis, il giudizio con rito abbreviato per Cosima Chiffi, 53 anni, accusata di truffa e millantato credito. Si tratta del secondo troncone di un'indagine avviata nel 2010 a seguito della denuncia presentata da Sergio Blasi. Quattro anni, complessivamente, la condanna nei suoi confronti

LECCE – Si è svolto oggi, dinanzi al gup Annalisa De Benedictis, il giudizio con rito abbreviato per Cosima Chiffi, 53 anni, accusata di truffa e millantato credito. Si tratta del secondo troncone di un’indagine avviata nel 2010 a seguito della denuncia presentata da Sergio Blasi. Il politico salentino aveva denunciato la donna dopo aver saputo che l’imputata aveva promesso, vantando crediti e conoscenze presso esponenti politici locali di rilievo, in particolare lo stesso Blasi e Sandro Frisullo, posti di lavoro in cambio di denaro.

chiffi-2Per quella vicenda la 53enne ha già patteggiato una condanna a due anni (provvedendo anche a risarcire le vittime). Nell’ambito dell’inchiesta, condotta dal nucleo di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Lecce, è poi emerso un altro presunto episodio in cui la 53enne avrebbe chiesto denaro promettendo a una coppia di riuscire a fargli ottenere un bimbo in adozione.

taurino-2-2-2Un episodio che è stato poi stralciato dal fascicolo d’origine e per cui la donna è stata condannata, in continuazione con la sentenza di patteggiamento, a quattro anni. Il pubblico ministero Emilio Arnesano ha chiesto una condanna a 1 anno e quattro mesi. La donna è assistita dall'avvocato Antonella Corvaglia.

Nell’ambito della stessa vicenda giudiziaria è imputata anche Maria Rosaria Taurino, 43 anni (entrambe furono arrestate e poi scarcerate successivamente), accusata di truffa e già finita a processo per una vicenda analoga. I legali della Taurino, gli avvocati Davide Pastore e Giuseppe Marasco, hanno evidenziato l’infondatezza delle accuse mosse alla loro cliente. I due penalisti hanno confutato la tesi accusatoria, chiedendo il non luogo a procedere per la loro assistita. Il gup ha però disposto il rinvio a giudizio.

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