Azione dimostrativa: manifesti funebri sulla sede di Equitalia

La scoperta è avvenuta questa mattina, quando i dipendenti hanno aperto l'agenzia di via di Pettorano. Sul posto è intervenuta la Digos. Una decina i volantini, in formato A4, con la firma in calce del movimento Forza nuova

Foto LeccePrima, tutti i diritti riservati.

 

LECCE – Finti manifesti funebri apposti sulla facciata di una delle sedi di Equitalia, con il nome di varie persone venute a mancare e un breve testo, fra cui si legge: "Sempre puntuali nei pagamenti, oggi sono impossibilitati ad assolvere ai loro debiti a causa della crisi economica e dell’usura di stato. Causa della morte: istigazione al suicidio da parte di Equitalia". L’ennesimo atto dimostrativo e di protesta che prende di mira l’agenzia di riscossione tributi è andato in scena questa notte. Una decina di volantini sono stati apposti sulla vetrata della sede di via di Pettorano di Equitalia, nei pressi della circonvallazione di Lecce, nel tratto di viale Ugo Foscolo.

I manifesti, in formato A4, portano in calce la firma di Forza nuova. Il movimento politico ha anche rivendicato l'azione dimostrativa, con una sua nota stampa. E' solo l'ultimo episodio della serie, sia verso altre sedi dell’agenzia, in più punti del Salento, sia nei confronti di altre istituzioni.  In particolare, nel settembre scorso le sedi di Equitalia in tutta la provincia di Lecce finirono nel mirino di Forza nuova: i militanti sigillarono gli ingressi con nastro bianco e rosso attaccarono nelle vicinanze  volantini con  slogan quali "Equitalia usura di Stato".

La scoperta è stata fatta nella mattinata, all’apertura della sede, dai dipendenti dell’agenzia. Sul posto, chiamati dal direttore, sono intervenuti gli ispettori della Digos della questura di Lecce, che hanno preso in consegna i volantini. Ad ogni modo, non vi sono stati danneggiamenti, né sono state fatte scritte con spray sui muri. L’episodio fa seguito a quello avvenuto esattamente una settimana addietro, a Casarano, dove una sedicente “Comunità antagonista” aveva apposto alcuni volantini sulla facciata della sede di via Monti di Equitalia, disegnando anche un paio di svastiche con la colla impiegata per attaccarli.  

"Nell’ultimo anno sono state decine le storie di lavoratori ed imprenditori, che vessati dalla Spa a totale capitale pubblico (il 51% della quale appartiene all’Agenzia delle Entrate ed il 49% all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) ed incaricata della riscossione dei tributi, sono finite male", dicono gli attivisti di Forza nuova, nel loro comunicato.

"Purtroppo non si tratta più di casi isolati", continua la nota. "Secondo il Codacons, sarebbero all’incirca 22.000 le cartelle esattoriali, inviate ai cittadini da Equitalia, e come se non bastasse, grazie alle nuove normative, approvate lo scorso ottobre, l’ente sarebbe autorizzato a prelevare i soldi direttamente dal conto corrente dell’insolvente, far scattare il fermo amministrativo per l’automobile del malcapitato anche per debiti irrisori, o pignorare la casa dopo appena due mesi dall’inizio delle procedure, anche per piccole cifre, per poi rivenderla a prezzi stracciati all’asta."
Forza nuova parla di "persecuzione di stato", e mette in risalto "l’iniziativa di Luca Del Carlo, sindaco di Calalzo Di Cadore, un piccolo paese, di circa 2.250 abitanti, in provincia di Belluno, il quale, ha deciso, di fare a meno dell’agenzia di riscossione, affidando la gestione delle cartelle esattoriali, direttamente al comune, in questo caso alla Comunità montana Valbelluna, sia per quanto riguarda i tributi ordinari, come ad esempio la tassa sui rifiuti che per le riscossioni coatte risparmiando anche più di 20 mila euro in un solo anno". 

 

 

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