rotate-mobile
Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Porto Cesareo

Da Napoli nel Salento per le truffe con i falsi incidenti, denunciata una coppia

Sono almeno quattro i colpi, ai danni di anziani, attribuiti a un 48enne e a una 35enne che soggiornavano in un B&B a Porto Cesareo. Nel bagagliaio dell'auto, rinvenuti numerosi oggetti in oro e la somma in contanti di 11.700 euro

PORTO CESAREO - Al telefono si presentavano alle vittime come carabinieri e comunicavano il coinvolgimento di familiari in incidenti stradali per i quali era necessario versare ingenti somme di denaro; uno di questi, poi, bussava direttamente alla porta dei malcapitati e spacciandosi per l’avvocato che avrebbe risolto il problema si faceva consegnare soldi in contanti e oggetti in oro. Ma le indagini, svolte dai carabinieri delle compagnie di Tricase e Campi Salentina, hanno consentito di smascherare i due presunti responsabili. Si tratta di un 48enne e di una 35enne, di Napoli, ai quali al momento sono attribuite almeno quattro truffe avvenute ai danni di persone anziane nei comuni di Gagliano del Capo, Melissano, Squinzano e Locorotondo (Bari). 

Dopo il primo raggiro, lo scorso 31 agosto, i militari erano riusciti a risalire al veicolo utilizzato dai due, una Ford Focus a noleggio che è stata poi rintracciata nella mattinata di ieri a Porto Cesareo, dove gli stessi alloggiavano in un B&B. La perquisizione ha permesso di trovare ancora custoditi nel bagagliaio dell’autovettura numerosi preziosi, il cui valore è in corso di quantificazione, e la somma di 11.700 euro in banconote di diverso taglio. Denaro e oggetti sono stati sequestrati e saranno restituiti ai legittimi proprietari, mentre per la coppia è scattata la denuncia in stato di libertà.

La campagna dell’Arma per difendersi dai truffatori

Nell’ambito delle iniziative finalizzate a contrastare il fenomeno delle truffe ai danni delle persone anziane, da mesi, il comando provinciale dei carabinieri è impegnato in una campagna di sensibilizzazione promossa in collaborazione con le associazioni di categoria, le parrocchie e i  centri di assistenza per anziani, con i quali sono stati realizzati in tutto il territorio provinciale numerosi incontri, con il fine di contribuire a far maturare una maggiore consapevolezza del fenomeno criminale e spiegare in maniera chiara quali sono le tecniche attualmente utilizzate per i raggiri, nonché gli accorgimenti da attuare per difendersi dai malintenzionati.

In particolare, nell’ambito degli incontri, tenuti dai comandanti di stazione o dai comandanti di compagnia, è stato spiegato che la maggiore esposizione a rischio delle persone anziane è strettamente collegata a specifici fattori di vulnerabilità (l’età anagrafica, il minor vigore fisico e psicologico, il bisogno di comunicare, il vivere da soli in casa) che le rendono facili prede di criminali che, presentandosi come persone eleganti, gentili e dalle innate capacità empatiche, agganciano le loro vittime facendo spesso leva sui loro sentimenti più profondi.

Dai “finti incidenti” alla “perdita del gas”: ecco le tecniche più diffuse

Il più delle volte i truffatori agganciano l’anziano, facendogli credere che il proprio figlio è stato arrestato a seguito di un grave incidente stradale ed è necessario pagare subito una cauzione per rimetterlo in libertà. L’amore per il proprio figlio e l’angoscia di saperlo in difficoltà portano gli stessi ad abbassare ogni loro difesa solo per qualche minuto, tempo sufficiente per consentire a uno dei truffatori di entrare in casa e portare via quanto più possibile, mentre qualcun altro altro tiene impegnata la vittima facendola parlare al telefono con un terzo complice, che si finge carabiniere.

Oltre alla tecnica della “cauzione”, sopra descritta, è utilizzata anche quella della “perdita del gas”: due malintenzionati, fingendosi tecnici del gas, dopo aver scaricato il contenuto di una bomboletta per la ricarica degli accendini sul pianerottolo di casa, suonano alla porta e invitano la vittima a uscire subito dall’appartamento avendo rilevato una fuga di gas. Anche in questo caso, la sorpresa a la paura inducono la vittima ad abbassare ogni sua difesa, consentendo ai due sconosciuti di entrare in casa e portare via i contanti e i gioielli, normalmente custoditi in camera da letto senza alcuna particolare precauzione.

Numerose altre sono le tecniche rilevate a livello nazionale, molto fantasiose, spesso attuate da finti corrieri che chiedono denaro contante per consegnare un pacco urgente, a loro dire, ordinato da un figlio, o da finti dipendenti delle poste/banche che, appena prelevato del contante, seguono per qualche metro la vittima per poi raggiungerla e chiedere di poter fare una verifica, avendo verosimilmente ricevuto una somma inferiore a quella dovuta, sostituendo le banconote appena prelevate con altre false alla prima distrazione. O ancora, la tecnica del “rimborso insperato”, attuata da una finta dipendente dell’Agenzia delle Entrate che si presenta a casa della vittima prescelta, affermando che c’è stato un errore nella sua dichiarazione dei redditi e che potrebbe avere un consistente rimborso se presenta alcuni documenti, visionando i quali un complice ne approfitta per girare indisturbato tra le mura domestiche.

Consigli utili

In tutti questi casi, anche quando chi si presenta - in abiti civili - afferma di essere un carabiniere, il primo consiglio dell’Arma è di chiamare senza esitazione il 112, per raccontare quanto sta accadendo. Spesso gli stessi truffatori si offrono di dettare alla vittima il numero della caserma da chiamare: bisogna rifiutare l’aiuto, perché in tal caso dall’altra parte risponderà sempre un complice. Spesso, senza aprire la porta e senza dare conferma di essere soli in casa, basta riferire agli sconosciuti di attendere l’arrivo delle forze dell’ordine già allertate, per convincerli ad allontanarsi senza fare ulteriori richieste.
Utile riferimento è il sito istituzionale dell’Arma dei carabinieri www.carabinieri.it che nella sezione “In vostro aiuto” - “Cose di tutti i giorni” - “Contro le truffe” dedica un’ampia descrizione delle modalità d’azione più frequenti, con i relativi consigli da mettere in pratica.

Per contrastare il fenomeno è infine necessario segnalare sempre la presenza di persone sospette e denunciare le truffe subite, pur nella consapevolezza che in tali casi oltre al danno economico si aggiunge anche un danno psicologico che spinge istintivamente la vittima a nascondere il raggiro subito. Raccontare l’accaduto ai propri famigliari e ai carabinieri della locale Stazione è invece indispensabile per avviare nell’immediatezza i necessari accertamenti. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Da Napoli nel Salento per le truffe con i falsi incidenti, denunciata una coppia

LeccePrima è in caricamento