Corruzione in atti giudiziari, revocati i domiciliari al pm Emilio Arnesano

Il tribunale di Potenza ha sostituito la misura (alla quale il magistrato salentino era sottoposto dal 27 dicembre) con quella dell’obbligo di dimora a Carmiano

POTENZA - Il sostituto procuratore Emilio Arnesano potrà varcare la soglia di casa, ma non oltrepassare (senza autorizzazione) i confini del paese in cui vive. Lo ha stabilito il Tribunale di Potenza nell’ordinanza con la quale ha sostituito i domiciliari (ai quali il magistrato era sottoposto dal 27 dicembre scorso, dopo aver trascorso venti giorni in carcere) con l’obbligo di dimora a Carmiano.

L’istanza di revoca della misura era stata avanzata dagli avvocati difensori Luigi Covella e Luigi Corvaglia a quei giudici che dovranno stabilire se è vero che il pm avrebbe svilito la propria funzione in cambio di favori di bassa lega, come il pagamento di battute di caccia per 700 euro, o prestazioni sessuali. E che a innescare questo meccanismo sia stato soprattutto l’acquisto di una barca avvenuto nel 2014. Un acquisto talmente vantaggioso  - 28mila euro anziché 45mila, sostengono gli inquirenti potentini - che il magistrato per sdebitarsi col venditore Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale della Asl di Lecce, si sarebbe messo a servizio anche dei suoi colleghi medici e amici nei procedimenti penali in cui erano coinvolti.

Oggi, anche Siciliano come Arnesano ha ottenuto la revoca dei domiciliari e avrà come unico divieto, quello di poter dimorare a Lecce.

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