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Avrebbe costretto il figlio a farsi del male per inviare le foto alla moglie: a processo

Una coppia risponderà dell’accusa di aver reso la vita dei figli, minorenni, un inferno, nel processo che si aprirà a novembre. Disposto oggi dal giudice Tosi, il rinvio a giudizio

LECCE - Avrebbe costretto il figlio a farsi del male per fotografarlo e inviare gli scatti alla moglie. Questa, invece, avrebbe dato della poco di buono alla figlia, insinuando che avesse una relazione col padre. E, ancora, litigi a qualunque ora del giorno e della notte, e la violenza fisica, spesso alimentata dall’abuso di alcol e sostanze stupefacenti. Così, dopo il divieto di avvicinamento dai figli, minorenni, e la sospensione per un anno dall’esercizio della responsabilità genitoriale, ora l’accusa di maltrattamenti in famiglia contestata ad un 44enne e a una 42enne, residenti nell’hinterland di Galatina, è finita in un decreto che dispone il giudizio.

Nell’atto emesso in mattinata dal giudice Sergio Tosi, al termine dell’udienza preliminare, è stato fissato al 14 novembre l’inizio del processo che si discuterà davanti al giudice della seconda sezione penale Valeria Fedele e vedrà imputati i due genitori, sui quali ha indagato il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci.

Secondo il magistrato che oggi ha ottenuto il rinvio a giudizio dei coniugi, dal 2012 al settembre 2018, i bambini oltre che in un clima di continue tensioni, sarebbero cresciuti in un ambiente sporco e con la paura di essere abbandonati in un istituto. Questa l’arma che sarebbe stata usata dai genitori per garantirsi il loro silenzio rispetto a quanto avveniva in casa.

La coppia avrà modo di difendersi in aula, attraverso gli avvocati Roberto Stanislao e Antonella Greco.

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