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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

“Final Blow” su mafia, droga ed estorsioni, diventano definitive altre 31 condanne

La Corte di Cassazione ha accolto solo 4 ricorsi, con rinvio degli atti per un nuovo processo d’appello, limitatamente al calcolo sulla continuazione delle pene, confermando nel resto la sentenza

LECCE - Arriva l’atto finale su una delle operazioni antimafia più importanti che ha riguardato la città di Lecce: “Final Blow” eseguita il 26 febbraio del 2020 dagli agenti della squadra mobile con 72 ordinanze di custodia cautelare in cui erano contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sulle armi, associazione finalizzata al traffico di droga, spaccio, ed esercizio aggravato e partecipazione al gioco d'azzardo.

Nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi presentati da 35 imputati contro il verdetto emesso il 6 giugno del 2023 dalla Corte d’Appello presieduta dal giudice Vincenzo Scardia. 

La sentenza è stata annullata, con rinvio degli atti per nuovo processo che riguarderà esclusivamente le valutazioni sulla continuazione della pena, per quattro persone: Vito Penza, 37 anni, di Lecce, al quale erano stati inflitti 7 anni e 4 mesi; Manuel Gigante, 42, di Lecce, che aveva rimediato 12 anni;  Antonio Leto, 33, di Caprarica, per il quale la pena era stata di 13 anni e 8 mesi; Stefano Monaco, 33, di Copertino, per il quale era stata conteggiata una condanna (in continuazione a una precedente) a 19 anni, 7 mesi e 20 giorni.

Rigettati invece cinque ricorsi e confermate così le seguenti pene: 24 anni (in continuazione a una precedente condanna a 20, divenuta irrevocabile nel 2019), a Pasquale Briganti, detto “Maurizio”, 54, di Lecce; 14 anni a Vito Manzari, 64, residente a Lecce; 30 anni (in continuazione a una precedente condanna) ad Antonio Pepe, inteso “Totti” o “zio” o “mesciu Pietro”, 62, di Lecce; 10 anni a Shkelzen Pronjaj, 38 anni, albanese, residente a Merine (frazione di Lizzanello); 8 anni a Luigi Vergine, 49, di Campi Salentina.

Gli “ermellini” hanno ritenuto inammissibili i restanti 26 ricorsi, lasciando anche per questi inalterato il verdetto di secondo grado: 4 anni in aggiunta ai 20 di una precedente condanna a Cristian Pepe, 39 anni, di Lecce; un anno (col beneficio della pena sospesa) per Daniele Balloi, 41 anni, di Melendugno; 4 anni, più 14mila euro di multa, per Riccardo Buscicchio, 52, di Lecce; 7 anni per Debora Buscicchio, 33, di Lecce; 14 anni e 8 mesi ad Andrea Cafiero, 32, di Lecce; 8 anni e 4 mesi per Cristian Calosso, 37, di Lecce; 3 anni, sei mesi, 20 giorni, più 1.267 euro per Stefano Castrignanò, 36, di Lecce; 7 anni e 8 mesi a Stefano Garrisi, 35, di Caprarica di Lecce; 8 anni e 8 mesi per Maurizio Greco, inteso “belva”, 57, di Lecce; 6 anni e 8 mesi a Rita Greco, 81enne, di Lecce; 2 anni e 4mila euro di multa per Vincenzo Luigi Lanzillotto, 43, di Galatone; 3 anni, più 14mila euro di multa, a Michele Lo Deserto, 54, di Lecce; 4 anni e 4 mesi, 22mila euro di multa Luca Longo, 49, di Lecce; 6 anni, 10 mesi, 20 giorni, più 29.200 euro di multa per Giuseppe Marzano, 57, di Galatone; 4 anni, 5 mesi e 10 giorni, più 19.600 euro per Mattia Marzano, 32 anni, di Galatone; 7 anni e 6 mesi per Luciano Mazzei, 35, di Calimera; 8 anni e 8 mesi per Sebastiano Montefusco, 50, di Galatone; 15 anni e 4 mesi (in continuazione) per Gianluca Negro, 38 anni, di Surbo; 9 anni e mezzo (in continuazione) per Giovanbattista Nobile, 38, di Lecce; 20 anni (in continuazione) per Antonio Marco Penza, 40, di Lecce; 13 anni (in relazione a una precedente condanna) per Valentino Nobile, 33, residente a Giorgilorio (Surbo); 8 anni, 5 mesi e 10 giorni per Gianluca Palazzo, 48, di Lecce; 7 anni e sei mesi per Francesco Panese, 28 anni, di Calimera; 5 anni, 9 mesi, 10 giorni per Ruggero Perrotta, 48, di Melendugno; 7 anni e 6 mesi per Gabriele Russo, 31, di Galatone; 11 anni, 9 mesi e 10 giorni per Guerino Russo, 52, di Galatone.

Altre 23 persone coinvolte nello stesso procedimento, patteggiarono le pene, mentre altre quattro persone, che non fecero richiesta di riti alternativi, furono giudicate in ordinario: una di queste fu assolta e per le altre tre è già noto il verdetto d’appello (qui, i dettagli).

Le indagini

Stando alle indagini condotte dal pubblico ministero Giovanna Cannarile, nell’associazione mafiosa, a ricoprire il ruolo di dirigenti, promotori e organizzatori, nei rispettivi luoghi di competenza sarebbero stati Cristian e Antonio Pepe, Cengs de Paola, Luigi Vergine, Marco Antonio Penza, Pasquale Briganti e Saulle Politi. Ma quest’ultimo, accusato di aver continuato a dirigere dal carcere il gruppo di Monteroni, attivo oltre che nel settore della droga, anche nel gaming, nella vendita del caffè e di macchinette per la distribuzione di bevande, intervenendo con funzioni di mediazione in caso di contrasti, uscì poi di scena.

All’esito dell’udienza preliminare, la giudice Giulia Proto dispose nei suoi riguardi il proscioglimento, su richiesta della stessa pm. In una memoria, i suoi avvocati, Laura Minosi e Pasquale Annicchiarico, fecero presente che Politi fosse già stato giudicato per gli stessi episodi in un altro processo, quello scaturito dall’inchiesta “Labirinto”.

La difesa

Facevano parte del pool difensivo, gli avvocati: Giuseppe Presicce; Alessandro Stomeo; Raffaele Benfatto; Massimo Muci; Rita Ciccarese; Umberto Leo; Donata Perrone; Carlo Viva; Luigi Corvaglia; Giancarlo Dei Lazzaretti; Ladislao Massari; Renata Minafra; Laura Bruno; Mariangela Calò; Pantaleo Cannoletta; Carmen Castellana; Marco Caiaffa; Salvatore Rollo; Dario Congedo; Antonio Savoia; Gabriele Valentini; Cosimo D'Agostino, Francesco Calabro; Laura Minosi; Fabio Corvino; Paolo Rizzo; Vincenzo Pennetta; Silvio Verri; Ilenia Toma; Roberto De Mitri Aymone; Paola Scarcia; Maria Azzurra Ciccarese; Vincenzo Perrone; Ivan Feola; Anna Inguscio; Benedetto Scippa; Germana Greco; Silvio Giardiniero; Giovanni Valentini; Andrea Capone; Francesco Stanca; Francesco Fasano; Carlo Caracuta; Paolo Cantelmo; Carlo Sariconi; Giuseppe De Luca; Luigi Rella; Maria Scardia; Tommaso Donvito; Anna Lisa Prete; Roberto Pascariello; Mario Coppola. Tutti del foro di Lecce. Gianluca Loconsole del foro di Bari.

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