Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Azienda "Supermonte" di Leverano, modello Marchionne in salsa salentina

La denuncia arriva di Fiom Cgil che "respinge il ricatto" di chiudere l'azienda a fronte della riduzione del 20 percento degli stipendi dei lavoratori e chiede a Fim Cisl e Uilm Uil di non accettare la proposta aziendale

 

LECCE – "Il modello del contratto di Pomigliano, lungi dal restare un caso isolato allo stabilimento Fiat, a distanza di due anni è stato esteso a tutti i lavoratori del gruppo torinese e ora sta contagiando il territorio salentino, addirittura peggiorandolo sui livelli retributivi", denuncia Fiom Cgil Lecce.
 
Come si legge in una nota diffusa dal sindacato, l'azienda "Supermonte" di Leverano, "dopo aver retribuito per anni i propri dipendenti con una busta paga ridotta del 20 percento rispetto ai minimi previsti dal contratto nazionale dei metalmeccanici, chiede ora complicità alle organizzazioni sindacali per continuare a sottopagare e a sfruttare i lavoratori".
 
"Fim e Uilm hanno deciso di andare in assemblea nei prossimi giorni per presentare la proposta aziendale, cioè continuare a sottopagare i lavoratori all’85 percento dei minimi salariali - denuncia il sindacato Cgil - subendo così il ricatto della presunta chiusura dell’azienda".
 
La Fiom Cgil di Lecce si era resa disponibile a verificare lo stato dell’azienda e a contrattare eventuali flessibilità di orari e delle turnazioni allo scopo di migliorare la produttività aziendale, "ma dopo il diniego aziendale, abbiamo ritenuto opportuno non proseguire l’incontro che si è tenuto il 16 maggio", spiega la nota.
 
Nel denunciare "la grave situazione che creerebbe un pericoloso precedente, aprendo la possibilità di deroghe salariali e non solo", la Fiom Cgil di Lecce invita quindi i colleghi di Fim e Uilm a fermarsi, e si dice disponibile ad una trattativa "vera e senza ricatti".
 
"Ma deve essere chiaro – aggiunge il segretario Salvatore Bergamo - che qualora Fim e Uilm decidessero di firmare l’accordo imposto dall’azienda, metteremo a disposizione dei lavoratori la propria struttura e l’ufficio legale per tutte le azioni di tutela, oltre che promuovere le necessarie azioni sindacali".
 
L'invito che Fiom rivolge a tutti i lavoratori è di "respingere il ricatto perchè un’altra soluzione è possibile, nel rispetto del contratto, della legge e della costituzione della Repubblica italiana".
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