Freddato a 22 anni con un colpo di pistola: “A processo i due assassini”

Si conoscerà domani l’esito dell’udienza preliminare ai due presunti assassini di Francesco Fasano e ad altre 8 persone coinvolte nella stessa inchiesta per vicende di droga

MELISSANO - La Procura di Lecce non ha dubbi: a uccidere il 22enne Francesco Fasano con un colpo di pistola (una calibro 9) alla tempia il 25 luglio di un anno fa nelle campagne di Melissano furono Daniele Manni, 40 anni, di Casarano, e Angelo Rizzo, 28, di Melissano. E’ questa la tesi sostenuta oggi, durante l’udienza preliminare, davanti al giudice Cinzia Vergine, chiamata a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e dai sostituti Stefania Mininni e Maria Vallefuoco, titolari del fascicolo d’inchiesta. L’istanza dei pm è stata oggetto dell’eccezione preliminare sollevata invano dagli avvocati Mario Ciardo e Francesca Conte, secondo i quali sarebbe da considerarsi nulla per mancata disponibilità delle copie delle intercettazioni ai difensori.

A sostegno dell’impianto accusatorio c’è lo studio delle celle telefoniche: dimostrerebbe che i due uomini, quella notte, non sono rientrati a casa, ma da Melissano si sono spostati prima verso Gallipoli, poi hanno raggiunto Lecce. Infine, dal contenuto di alcune conversazioni captate dagli investigatori si evincerebbe l’intenzione di Manni di costruire false prove a suo favore.

A Manni è contestato anche il tentato omicidio dello stesso Fasano e di Pietro Bevilacqua, 33 anni, di Casarano: qualche giorno prima del delitto, le loro auto furono crivellate da colpi d’arma da fuoco.

Le sorti dei due imputati che non hanno avanzato richieste di riti alternativi si conosceranno domani, quando le difese completeranno le discussioni.

Al vaglio del giudice c’è anche la posizione di altre persone che avrebbero fatto parte di due bande rivali nella gestione del mercato della droga locale. Secondo l’accusa, è proprio per i contrasti legati agli stupefacenti che sarebbe maturato il delitto del 22enne. Stiamo parlando di Bevilacqua, Biagio Manni, 51 anni, Luciano Manni, 67, il figlio Maicol Andrea, 28, Luca Piscopiello, 38, Luca Rimo, 37, Antonio Librando, 52 anni, di Melissano, e Gianni Vantaggiato, 49 anni, residente a Tonco (in provincia di Asti). 

Tutti hanno chiesto di essere giudicati col rito abbreviato, eccetto Librando e Luciano Manni.

Sempre questa mattina, durante l’udienza preliminare, si sono costituiti parte civile i familiari della vittima con gli avvocati Luigi Corvaglia e Claudio Miggiano.

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Completano il pool difensivo: Francesco Fasano, Ladislao Massari, Antonio Savoia, Silvio Caroli, Biagio Palamà, Stefano Pati, Mario Coppola, Attilio Nassisi.

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