Furto di pc e droni con la figlia di 8 anni, il ladro ottiene i domiciliari e si prepara al processo

Il tribunale del Riesame ha concesso al 36enne di Aradeo la misura meno restrittiva del carcere, dove era finito il 18 settembre, dopo che i poliziotti lo fermarono all’uscita dell’Unieuro di Nardò. Lunedì, il processo

LECCE - Lascerà il carcere questo pomeriggio A.G., il 36enne di Aradeo arrestato lo scorso 18 settembre per il furto commesso all’Unieuro di Nardò, dove si era recato in compagnia della figlia di 8 anni. Il Tribunale del Riesame (composto dal presidente Carlo Cazzella, e dai giudici Maria Pia Verderosa e Anna Capano), al quale si era rivolto l’uomo  attraverso l’avvocato difensore Raffaele Benfatto, gli ha concesso la misura meno restrittiva dei domiciliari.

L’episodio terminato con il suo ingresso a “Borgo San Nicola” sarà oggetto del processo (per direttissima) che si celebrerà lunedì dinanzi al giudice Alessandra Sermarini. Gli uomini del commissariato locale, in seguito alla segnalazione di un vigilante, fermarono il 36enne all’uscita dell’esercizio commerciale, trovando, sotto la sua maglietta, un computer portatile da mille euro e, nello zainetto della bimba, un tablet. I controlli, a quel punto, estesi nell’abitazione, consentirono di recuperare tre droni, anche questi rubati nei giorni precedenti, con ogni probabilità, sempre nell’Unieuro.

Durante l’interrogatorio, l’indagato si avvalse della facoltà di non rispondere alle domande del gip Giovanni Gallo, rilasciando alcune dichiarazioni spontanee finalizzate a escludere il coinvolgimento della bambina (che costituisce un’aggravante al reato di furto) ritenuto dall'accusa strumentale per allontanare sospetti. Le sue affermazioni non bastarono a fargli ottenere "sconti", perché dopo il confronto, il gip convalidò la misura. Misura che oggi è stata alleggerita dai giudici della Libertà.

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