Cronaca

Il nodo per l'esame abilitante e la differenza tra guide abusive e irregolari

La portavoce delle aspiranti nuove figure spiega che il problema principale è la latitanza delle Province nel bandire l'esame abilitante, nonostante lo preveda la legge del 2012. Intervento anche della presidente di categoria pugliese, Daniela Bacca

Turisti presso l'anfiteatro.

LECCE – Nella discussione apertasi con la multa alla guida senza autorizzazione, si inserisce a pieno titolo il commento di Aurora Mastore, portavoce delle aspiranti guide di Puglia che intanto fa chiarezza su alcune inesattezze diffuse a corredo della notizia: la principale attiene all’unico esame abilitante che sarebbe stato fatto dopo l’entrata in vigore della legge regionale che ha disciplinato il settore; la portavoce chiarisce che non c’è mai stato alcun esame e che si è invece proceduto alla regolarizzazione di chi poteva dimostrare cento giornate lavoratice.

“Gli esami dovrebbero essere banditi dalla Province con cadenza almeno biennale, ma ad oggi – spiega Mastore  ancora nessun esame è stato bandito e molti aspiranti si trovano nella impossibilità di svolgere la professione” nonostante dall’entrate in vigore della normativa siano passati tre anni”.

“In questo modo, la Regione Puglia continua a impedire l’accesso alla professione a nuove figure, cosa che in un regime di libero mercato è impensabile e inammissibile. Soprattutto in un periodo delicato di crescita del turismo salentino e pugliese è necessario, invece, puntare sulla qualità dell’offerta, anche garantendo un adeguato numero di guide turistiche abilitate che possano accogliere i turisti nel migliore dei modi”.

“Da molti mesi ormai noi aspiranti guide proviamo a dialogare con la Provincia di Lecce: abbiamo più volte proposto di bandire un esame con spese a carico dei partecipanti grazie al pagamento di una quota di iscrizione, che tra l’altro è prevista per tutti i concorsi pubblici. Ancora, un’altra possibilità da noi proposta è stata quella di delegare un ente di formazione che si occupi di portare avanti le procedure d’esame. Nessuna delle nostre proposte è mai stata accolta”.

In una posizione intermedia si collocano le considerazioni di Daniela Bacca, presidente dell’Associazione delle guide turistiche regionali della Puglia che “sollecita  la difesa dei diritti della professione, con l’applicazione in toto della legge 25 maggio 2012, numero 13, ed altresì la tutela dell’attività nell’ambito dell’equo e leale principio di concorrenza del libero mercato”.

La presidente descrive lo scenario: “Da una parte vi sono gli abusivi, impreparati ed incapaci, sia locali e sia stranieri, che si improvvisano narratori di storia ed arte, borghi antichi e monumenti, divulgano illegalmente e maldestramente i viaggiatori, propongono un’immagine sbagliata ed approssimata della nostra terra”.

“Dall’altra parte – prosegue Bacca - si registra la schiera delle guide irregolari, abusive dal punto di vista normativo, residenti nella regione pugliese, che non sono riuscite a rientrare nel regolamento attuativo per il riconoscimento dell’abilitazione, impossibilitate a dimostrare di aver lavorato come guide turistiche con specifica documentazione attestante l’attività”.

Il punto dolente quindi sta nell’inerzia delle amministrazioni, in barba alla stessa legge, tanto più che la domanda di assistenza qualificata è in forte crescita considerati i lusinghieri dati di affluenza: “Sia gli abusivi locali sia centinaia di aspiranti professionisti del viaggio guidato, desiderosi di lavorare nella legalità e con idonei strumenti, attendono la pubblicazione del bando d’esame da parte della Regione e delle Province di Puglia. L’esame di abilitazione, che per norma va effettuato con cadenza almeno biennale, non è stato ancora organizzato ed espletato, contestualmente alle verifiche linguistiche per le guide turistiche già abilitate”.

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