Freddato a 22 anni con un colpo di pistola alla tempia: via al processo

Oggi la prima udienza sull’omicidio di Francesco Fasano, avvenuto il 25 luglio del 2018. Al banco degli imputati: Daniele Manni, 40 anni, di Casarano, e Angelo Rizzo, 28, di Melissano

MELISSANO - Si è aperto oggi davanti alla Corte d’Assise di Lecce il processo ai due uomini accusati di aver ucciso con un colpo di pistola alla tempia il 22enne Francesco Fasano, il cui corpo fu poi travolto da un’auto sulla provinciale 206 che collega Ugento a Melissano. 

Sott’accusa ci sono Daniele Manni, 40 anni, di Casarano, e Angelo Rizzo, 28, di Melissano. Sarebbero loro, secondo le indagini condotte dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e dai sostituti Stefania Mininni e Maria Vallefuoco, ad aver compiuto il delitto, il 25 luglio del 2018, a causa di disaccordi con la banda di cui avrebbe fatto parte la vittima nella gestione del mercato locale degli stupefacenti. Manni risponde anche di duplice tentato omicidio per quei colpi di arma da fuoco indirizzati, qualche giorno prima del delitto, alle auto dello stesso Fasano e di Pietro Bevilacqua, 33 anni, di Casarano.

Entrambi gli imputati, insieme ad Antonio Librando, 52 anni, e Luciano Manni, 67 anni, entrambi di Melissano, dovranno difendersi anche dall’accusa di aver fatto parte di un’associazione a delinquere impegnata nel traffico di droga. E proprio su questo verte un secondo processo, col rito abbreviato, ad altri sei uomini, coinvolti nella stessa inchiesta denominata "La svolta", giunto oggi alla seconda udienza e per i quali sono già state formulate le richieste di condanna per complessivi 74 anni di reclusione: 16 anni a testa per Pietro Bevilacqua, 33enne, e Biagio Manni, 51enne; 12 anni ciascuno per Gianni Vantaggiato, 49enne, e per il figlio di Manni, Maicol Andrea, 28enne; 9 anni a testa per Luca Piscopiello, 38, e Luca Rimo, 37. Tutti di Melissano.

Nel pool dei difensori: gli avvocati Mario Ciardo, Francesca Conte, Stefano Pati, Luca Laterza, Ladislao Massari, Mario Coppola, Ezio Garzia, Attilio Nassisi, Antonio Savoia, Silvio Caroli e Biagio Palamà.

In entrambi i processi, sono parti civili i familiari di Fasano con gli avvocati Luigi Corvaglia e Claudio Miggiano.

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