Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Protesi e mazzette, perquisizioni e nuovi indagati

Oltre a Genovasi e Bruno, arrestati tre giorni fa in flagranza, ci sono altri nomi nell’inchiesta in cui è ipotizzato il reato di corruzione, quattro dei quali “svelati” dal decreto di perquisizione

LECCE - Mazzette in cambio della fornitura di protesi: è questa l’accusa che tre giorni fa ha aperto le porte del carcere a Carmen Genovasi, 46enne leccese, responsabile amministrativa del settore Assistenza protesica dell’Asl di Lecce e un rappresentante di una ditta leccese Giuseppe Bruno, 57enne, originario di Copertino, ma residente a Collemeto (frazione di Galatina). Ma non sono gli unici sui quali sono in corso gli accertamenti della magistratura.

Il giorno del loro arresto avvenuto in flagranza - dopo che lei è stata trovata con una busta con 850 euro (in banconote da 50) e lui con due prescrizioni a favore della società di tecnologie ortopediche di cui è dipendente - sono state eseguite perquisizioni anche nei riguardi di altre quattro persone: Pietro Ivan Bonetti, 71 anni, di Lecce, legale rappresentante di una società di supporti di tipo audiometrico; Fabio Campobasso, 52, di Lecce, ex consigliere comunale, la moglie Monica Franchini, 49, dipendente in nero di un'azienda non ancora individuata; Giovanni Rodia, 46 anni, di San Pietro in Lama.

Ci sono i loro nomi nel decreto firmato dal pubblico ministero Roberta Licci, titolare del fascicolo di inchiesta aperto per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falsa attestazione, falso in atto pubblico, che conta anche altri indagati. Secondo l’ipotesi accusatoria, Genovasi avrebbe ricevuto nel suo ufficio i rappresentanti, predisponendo con questi le pratiche per l’erogazione delle protesi; le aziende sarebbero incaricate della fornitura direttamente, in violazione dell’iter previsto dalla legge (in particolare dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017, della legge regionale numero 4 del 2010 e dal Codice degli appalti).

Gli episodi corruttivi sarebbero avvenuti fino al 29 aprile scorso, mentre quello che ha fatto scattare le manette ai polsi di Genovasi e Bruno risale a tre giorni fa. Ed è solo su quest’ultima circostanza che verteranno le domande del Giovanni Gallo nell'interrogatorio di domani mattina, durante il quale gli arrestati saranno assistiti dagli avvocati Carlo Caracuta e Simona Ciardo.

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