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Rapina nei pressi del faro: “Volevamo punirlo per avance non gradite”

Hanno ottenuto i domiciliari (con braccialetto elettronico) i tre giovani accusati dell’aggressione avvenuta quattro giorni fa nella marina leccese di San Cataldo ai danni di un 58enne leccese

LECCE - L’obiettivo non sarebbe stato quello di rapinarlo, ma di punirlo per le avance che avrebbe rivolto al più giovane di loro. E’ questo il retroscena emerso dagli interrogatori che si sono tenuti ieri nei riguardi dei tre giovani ritenuti responsabili dell’aggressione avvenuta quattro giorni fa nella marina leccese di San Cataldo ai danni di un 58enne leccese.

Dopo il confronto col giudice Cinzia Vergine, Marco Murati, di 18 anni, Pierre Louise Blaise Bartoccioni e Benjamin Dali, entrambi di 20, il primo di Tricase, il secondo di origine slava, lasceranno il carcere di “Borgo San Nicola” per raggiungere le loro abitazioni, avendo ottenendo i domiciliari con braccialetto elettronico. Solo Dali (assistito dall’avvocato Raffaele Benfatto) ha rilasciato spontanee dichiarazioni, mentre gli altri due (difesi dai legali Benedetto Scippa e Roberto Bray) non si sono sottratti alle domande del gip.

Ai tre ragazzi, accusati di rapina aggravata, erano risaliti gli agenti delle volanti grazie alle indicazioni fornite dalla vittima che li aveva contattati subito dopo il pestaggio.

Stando al racconto del malcapitato, dopo la mezzanotte, si era fermato con la sua auto, una Grande Punto, nei pressi del faro per fare una passeggiata, quando si sarebbero avvicinati tre individui con addosso la mascherina chirurgica che l’avrebbero trascinato fuori dal mezzo, per poi colpirlo con calci e pugni e fuggire con il suo orologio e il marsupio dove erano custoditi 150 euro.

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