Cronaca

Rifiuti e debiti, l’emergenza “ciclica”. E da domani chiudono gli impianti

Nuova puntata per la crisi nel sistema di raccolta dell'Ato Lecce 2: crescono le morosità denunciate dalla Co.Geam da parte dei Comuni debitori e il bacino rischia il collasso; intanto si fermano le strutture e la produzione

CAVALLINO – Una “emergenza ciclica” come il processo di raccolta e smaltimento dei rifiuti. L’Ato Lecce 2 torna sull’orlo del precipizio, con l’ennesimo rischio di “collasso” che viene annunciato dall’azienda Co.Geam – Progetto ambiente, che gestisce gli impianti di raccolta e stoccaggio nell’area del consorzio. I rifiuti rischiano di restare per strada, visto che appare ormai imminente la chiusura delle strutture di Cavallino, Poggiardo ed Ugento. Potrebbe essere, infatti, oggi l’ultimo giorno di attività dei vari impianti sul territorio, se qualcosa non accadrà in queste ore.

I motivi dell’evoluzione o, meglio, di questo remake in salsa salentina sono le “morosità” dei Comuni del bacino, che stanno mettendo a dura prova le finanze del consorzio di gestione Co.Geam, che gestisce gli impianti in questione e ha sulle proprie spalle gli stipendi di numerosi dipendenti, che, peraltro, nei giorni scorsi, a loro volta, avevano incrociato le braccia, per rivendicare il pagamento del proprio salario.

La gestione dell’Ato, insomma, continua a difettare, con somme creditizie che aumentano, finanze che vengono a mancare all’azienda, che, a sua volta, non paga gli stipendi, costringendo i lavoratori alla protesta e all’interruzione del pubblico servizio. E coi rifiuti che restano per strada.

Le ultime avvisaglie del nuovo collasso erano arrivate, per bocca della Co.Geam lo scorso 12 settembre, prima della comunicazione di ieri alle competenti autorità, in cui si annunciava che il credito complessivo dei Comuni dell’Ato Lecce 2 in merito al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti passerà il prossimo 30 settembre, con la scadenza delle fatture di luglio 2012, da 9.474.479,79 euro a 11.429. 324,88 euro. Una voragine.

Dalla società fanno sapere che “con le poche risorse rimaste in cassa”, sono stati corrisposti gli stipendi ai dipendenti, ma non è stato possibile pagare le fatture relative alla fornitura di energia elettrica, di gasolio e di altri piccoli fornitori che garantiscono il regolare esercizio degli impianti di riferimento.

A ciò si aggiunge che, per quanto riguarda le fatture emesse dagli impianti destinati al recupero energetico del Cdr, la società che gestisce la struttura di Cavallino ha potuto pagare una sola fattura di un solo impianto relativa ai conferimenti di luglio, non potendo pagare le fatture degli altri impianti: “L’impossibilità di far fronte agli impegni con gli impianti destinati al recupero energetico del Cdr – spiega il legale rappresentante - costituisce senza dubbio una ulteriore grave circostanza, in quanto con l’impossibilità di conferire il Cdr prodotto, l’impianto dovrà necessariamente fermare la produzione non avendo lo spazio fisico per stoccarlo”.

Considerando, infine, che le ditte che assicurano l’approvvigionamento del gasolio hanno sospeso la fornitura dall’11 settembre scorso, gli impianti hanno scorte di gasolio sufficienti a garantire il servizio solo fino al 18 settembre. Cioè, fino ad oggi. Per questo motivo, dalla società il sollecito diretto anche al Prefetto di Lecce è quello di intervenire in maniera risolutiva nella vicenda, non arrivando a semplici soluzioni tampone, come nel recente passato, dove con finanziamenti da 100 e 200mila euro si è cercato di far ripartire il sistema. Da domani, il Salento rischia di tornare ad essere una valle di lacrime e rifiuti. 

Mercoledì mattina intanto, nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini, i tre commissari delle Ato della provincia di Lecce Silvano Macculi, Gianni Garrisi e Francesco Ferraro incontreranno i rappresentanti istituzionali e i sindaci di tutti i comuni del Salento, per discutere dell'emergenza in atto.

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