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Cronaca Carmiano

“Stealth”, giudice invitata ad astenersi e si ferma il processo con 36 imputati

L’istanza, presentata oggi dall’avvocato Ladislao Massari, verte sulle valutazioni espresse dalla gup sui motivi dell’assenza di numerose parti civili. La questione ora è al vaglio della presidente del Tribunale

CARMIANO - Era attesa per oggi la requisitoria della Procura nel processo abbreviato scaturito dall’inchiesta “Stealth” su un’associazione mafiosa e su un’organizzazione prevalentemente dedita al traffico di sostanze stupefacenti, al cui vertice, in ogni caso, secondo gli inquirenti, ci sarebbe stato Fernando Nocera, detto “zio” o “vecchio” (qui, la notizia del blitz).

Ma la discussione è saltata perché uno dei difensori, l’avvocato Ladislao Massari, ha invitato la giudice del tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano ad asternersi, ritenendo che, senza ancora aver ascoltato le parti, abbia già espresso un giudizio anticipato in merito all’esistenza del sodalizio e ai reati fine, come le estorsioni.

Il legale si riferiva all’ordinanza dello scorso 3 maggio inerente la costituzione delle parti civili, nel punto in cui la gup aveva evidenziato come la scelta di non costituirsi di numerosi privati vittime fosse la dimostrazione del clima intimidatorio, omertoso e pericoloso in cui è costretta a vivere suo malgrado un’intera comunità in cui opera un’associazione mafiosa (qui, i dettagli).

Dopo un’ora di camera di consiglio, la giudice che, pure avrebbe potuto rigettare l’istanza e proseguire l’udienza, ha invece ritenuto di interpellare la presidente del tribunale (facente funzioni) Anna Rita Pasca. Starà dunque a quest’ultima stabilire se il processo potrà continuare dinanzi alla gup Mariano o piuttosto incardinarsi dinanzi a un altro o a un’altra collega. La decisione è attesa nelle prossime ore.

L’elenco degli imputati

Al banco degli imputati, ci sono: Fernando Nocera, detto “zio” o “vecchio”, 68 anni, residente a Lecce; la sorella di questi, Evelina, 71 anni, domiciliata a Lecce; Caterina Bisconti, 43 anni, residente a Magliano; Amalia Cadavero, 37 anni, residente a Veglie; Valentino Cadavero, 35 anni, residente a Veglie; Andrea Carogiuli, 48 anni, residente a Carmiano; Luca Carogiulo, detto “Sughetto”, 26 anni, residente a Carmiano; Giorgio Centonze, 44 anni, residente a Carmiano; Gianluca Cirfeta, detto “Gianni Bianca”, 47 anni, residente a Veglie; Stefano Ciurlia, 54 anni, residente a Lecce; Daiana Stefania Coppola, 23 anni, residente a Magliano; Simone Coppola, detto “Simonetta”, 22 anni, residente a Carmiano; Stefano Coppola, 44 anni, residente a Carmiano; Giuliana Cuna, 50 anni, residente a Monteroni di Lecce;  Antonio D’Agostino detto “Tony” e “Caramella”, 52 anni, residente a Monteroni di Lecce; Alessio De Mitri, 34 anni, residente a Carmiano; Damiano De Pascalis, detto “zio Billy”, 56 anni, residente a Magliano; Fabio Feliconi, 39 anni, residente a Lecce; Marcello Fella, 64 anni, residente a Carmiano; Vito Giancane, 35 anni, residente a Monteroni di Lecce; Cosima Lupo, detta “Mimina” o “Mimma”, 47 anni, residente a Veglie; Alberto Maldarella, 48 anni, residente a Novoli; Marco Matino, detto “Mattone”, 51 anni, residente a Leverano; Pierpaolo Panarese, 41 anni, residente a Lecce; Fabrizio Panzanaro, 54 anni, residente a Veglie; Giovanni Perrone, detto “Terremoto”, 56 anni, domiciliato a Guagnano; Salvatore Perrone, detto “Friculino”, 57 anni, residente a  Trepuzzi; Antonio Pezzuto, detto “Mendularo”, 42 anni, residente a Carmiano; Andrea Podo, 46 anni, residente a Lecce; Antonio Rampino, 27 anni, residente a Trepuzzi; Giovanni Saponaro, 55 anni, residente a Veglie; Maicol Screti, 27 anni, residente a Trepuzzi; Manuele Sperti, 41, residente a Carmiano; Raffaele Sperti, 44 anni, residente a Carmiano; Cristian Stella, 29 anni, residente a Lecce;  Gabriele Tarantino, 44 anni, domiciliato a Monteroni di Lecce.

Per altri due imputati Antonio Ezio Vitale, detto “Saracino”, 64 anni, domiciliato a Novoli, e Daniele Vitale, 39 anni, domiciliato a Trepuzzi, che non hanno avanzato richieste di riti alternativi, si valuterà se mandarli a processo col rito ordinario.

Già stralciate, invece, le posizioni di altre tre persone coinvolte nello stesso procedimento: Mirko Attanasio, detto “Scarpuzza”, 29 anni, residente a Carmiano, e Giammarco Zecca, detto “Baida”, 22, residente a Leverano, che avevano già avanzato richiesta di patteggiamento, l’uno, attraverso l’avvocato Rocco Vincenti, l’altro, con l’avvocato Cosimo D’Agostino; Alessandro Simmini, 52, residente a Guagnano (assistito dall’avvocato Maurizio Scardia) poiché risultò irrintracciabile.

La difesa

Oltre all'avvocato Massari, fanno parte del collegio difensivo: Raffaele Benfatto, Stefano Prontera, Cosimo D’Agostino, Simone Viva, Salvatore Greco, Mario Ciardo, Federico Martella, Vito Quarta, Luigi e Roberto Rella, Pantaleo Cannoletta, Mariangela Calò, Giuseppe Romano, Gabriella Mastrolia, Valeria Corrado, Massimiliano Petrachi, Rocco Rizzello, Antonio Savoia, Laura Minosi, Maria Lucia Pagliara, Gabriele Valentini, Salvatore Rollo, Ivan Feola, Mario Fazzini, Lucia Longo, Antonio Luceri, Giovanni Gabellone, Nadia Martina, Maurizio Scardia, Rocco Vincenti, Francesco Tobia Caputo.

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