Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Stroncato da trombosi, per i familiari: “Sintomi sottovalutati”. Indagato un giovane medico

S’indaga sulla morte di Oliviero De Matteis, 69 anni di Vernole, avvenuta il 18 maggio nell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. In mattinata è stata riesumata la salma ed eseguita l’autopsia

VERNOLE - Sarebbe morto a causa di una trombosi, ma forse il suo decesso avrebbe potuto essere evitato se i medici non avessero sottovalutato i sintomi manifestati il giorno prima. E’ quanto sospettano i familiari di Oliviero De Matteis, il 69enne di Vernole deceduto lo scorso 18 maggio nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

In seguito alla loro denuncia (sporta attraverso l’avvocato Luigi Carrozzini), il pubblico ministero Roberta Licci ha aperto un fascicolo d’inchiesta per responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, iscrivendo (come atto dovuto ai fini degli accertamenti irripetibili) il nome di uno dei medici, un 28enne leccese, che ebbe in cura l’anziano.

Proprio oggi, il magistrato ha disposto che venisse riesumata la salma, incaricando il medico legale Alberto Tortorella e il professore Nicola Palasciano di svolgere gli esami (a partire dall’autopsia già eseguita in mattinata) utili a chiarire se ci sia stato effettivamente un nesso tra il decesso ed eventuali negligenze da parte dei sanitari.

I consulenti saranno affiancati dal dottore Roberto Vaglio, nominato dall’indagato attraverso l’avvocato difensore Giuseppe Corleto.

In particolare, stando alla denuncia, De Matteis era in buono stato di salute, così come nei giorni seguenti alla prima dose di Pfizer somministrata il 30 aprile presso il centro vaccinale di Martano.

Il malessere generale si sarebbe manifestato una quindicina giorni dopo, tant’è che lo stesso contattò il 118; gli operatori lo raggiunsero con un’automedica ed eseguirono un elettrocardiogramma dal quale non sarebbero emerse alterazioni gravi da richiedere un intervento di urgenza.

Nella notte, però, le cose non sarebbero migliorate e il mattino successivo, l’uomo fu accompagnato nel pronto soccorso del Fazzi, dove fu visitato dal giovane medico (finito sul registro del pm) che all’esito dei controlli ritenne si trattasse di una grastroenterite. Sottoposto ad ulteriori esami, il paziente fu poi dimesso con diagnosi “altro” e gli fu affidata una terapia domiciliare a base di normix, pantoprazolo, enterogermina, spasmex.

Nonostante l’assunzione dei farmaci, il 69enne avrebbe continuato a provare fastidi intestinali, e in tarda serata ritornò nello stesso pronto soccorso, su consiglio del cognato medico che, presa visione degli esami ematochimici e del referto radiologico, considerò necessario un ricovero urgente.

Sottoposto a una tac all’addome, fu così accompagnato in sala operatoria, ma il medico incaricato dell’intervento, dopo aver constatato la presenza di trombosi massiva della vena mesenterica, con necrosi per tutto il tratto intestinale,ritenne fosse “chirurgicamente intrattabile”.

De Matteis fu così trasferito in terapia intensiva dove spirò nel pomeriggio.

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