Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Usura ed estorsione a un imprenditore: condannato a 5 anni di reclusione

Il verdetto nel processo “abbreviato” ha sancito la responsabilità di Antonio Rizzo, 52enne di Ruffano. Disposto un risarcimento di 15mila euro nei riguardi della vittima

LECCE - Soffocato dai tassi d’interesse, un imprenditore, titolare di un’impresa individuale a Ruffano chiese aiuto alla giustizia, e ieri ha ottenuto la condanna del presunto strozzino. E’ di 5 anni di reclusione, più una multa di tremila euro, la pena inflitta dal gup (giudice per l’udienza preliminare) Cinzia Vergine, nei riguardi di Antonio Rizzo, 52 anni, di Ruffano, accusato di usura, estorsione, tentata e consumata. E’ stata inoltre riconosciuta una liquidazione immediata del danno per 15mila euro all’imprenditore (parte civile al processo con l’avvocato Selene Mariano), mentre il resto sarà quantificato in separata sede.

Nell’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Francesca Miglietta con i carabinieri della Compagnia di Casarano e con la collaborazione dei militari della Guardia di finanza, c’era anche un altro uomo: Marco De Vitis, 42enne di Supersano. Fu proprio, in seguito al suo arresto, nel maggio 2017, nei riguardi dello stesso imprenditore che le indagini portarono a Rizzo quale presunto mandante. De Vitis risponde di estorsione nel processo con rito ordinario.

Stando alla ricostruzione accusatoria, nell’ottobre del 2011, l’imprenditore avrebbe ottenuto in prestito la somma di 20mila euro e Rizzo, applicando un interesse annuo pari al 65 per cento, avrebbe intascato 37mila euro in contanti, dal 31 maggio fino a fine dicembre del 2014. Non solo. Come parte del pagamento, al malcapitato sarebbe stata sottratta anche l’auto, una Mercedes Classe 220, e, raccontano pure le indagini, ci sarebbe stato un tentativo di mettere le mani sulla sua barca.

L’imputato era difeso dall’avvocato Alvaro Storella.

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