A distanza di otto lunghi anni prosciolto da ogni accusa il pneumologo salentino

Era stato coinvolto e travolto, suo malgrado, in una maxi inchiesta per una presunta truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. A distanza di otto lunghissimi anni, è stato scagionato da ogni accusa. Nei giorni scorsi, infatti, il gup del Tribunale di Bari ha prosciolto Domenico Toraldo, pneumologo presso l’ospedale di San Cesario

LECCE – Era stato coinvolto e travolto, suo malgrado, in una maxi inchiesta per una presunta truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. A distanza di otto lunghissimi anni, in cui ha combattuto per dimostrare la propria innocenza e l’assoluta integrità del proprio operato, è stato scagionato da ogni accusa. Nei giorni scorsi, infatti, il gup del Tribunale di Bari ha prosciolto Domenico Toraldo, pneumologo presso l’ospedale di San Cesario di Lecce, sancendo il non luogo a procedere. La posizione del medico salentino è stata dunque archiviata già in sede di udienza preliminare, senza che fosse necessario giungere a dibattimento.

Le indagini erano state avviate nel 2007 in conseguenza della denuncia presentata ai Nas da due dipendenti delle ditte di gas medicali che erano stati licenziati. Nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Bari, coordinata dai pm Ciro Angelillis e Grazia Maria Nanna e condotta dai Carabinieri del Nas del capoluogo in sette province del territorio nazionale (Bari, Milano, Torino, Roma, Napoli, Lecce, Rieti), erano finiti 19 medici (per lo più pneumologi), 26 imprenditori e due infermieri (47 complessivamente gli indagati) accusati a vario titolo di truffa, associazione a delinquere, corruzione concussione mediante l’uso di bombole di ossigeno e ventilatori polmonari. Il lavoro degli inquirenti si era focalizzato su presunte anomalie e forzature nella somministrazione dei gas medicali prescritti anche a chi non ne aveva necessità.

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Per il noto pneumologo originario di Novoli è terminato un lungo calvario. In questi anni la posizione di Toraldo è stata inviata al consiglio di disciplina del l’Ordine dei medici di Lecce sia e della Asl del capoluogo salentino, ma le eventuali azioni disciplinari erano state sospese fino al pronunciamento definitivo del Tribunale di Bari, che si è espresso affermando la totale estraneità ai fatti contestati dai pubblici ministeri baresi. Nel 2008 Toraldio si era dimesso dalla presidenza dei medici cattolici di Lecce per opportunità e per non compromettere l’istituzione. Inoltre aveva rinunciato a partecipare alla vita sociale attiva evitando situazioni di primarietà e di cariche di responsabilità sociale nei vari circoli culturali e cattolici della Citta. La sua posizione di indagato, seppur come dimostrato estraneo ai fatti contestati, lo ha costretto a rinunciare ad avanzamenti di carriera in ambito professionale. Tutto per una giustizia troppo lenta in un senso, e troppo frettolosa in un altro.

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