A lezione di legalità con Piercamillo Davigo: "Rispetto per il lavoro dei magistrati"

Il presidente dell'Anm è stato ospite negli uffici giudiziari a Lecce, nell'ambito dell'iniziativa "Open day legalità e giustizia"

LECCE – E’ stato uno dei simboli della stagione di “mani pulite” e “tangentopoli”, emblema di una magistratura che continua a rappresentare con la recente nomina a presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Piercamillo Davigo è stato ospite a Lecce, presso gli uffici giudiziari in viale Michele De Pietro, nell’ambito dell’iniziativa “Open day legalità e giustizia”. Un evento organizzato dall’associazione culturale Vittorio Bachelet di Taviano, in collaborazione con “we legality” e con la partecipazione di Ténemos recinti teatrali e il patrocinio dell’Anm e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. A fare gli onori di casa il giudice Roberto Tanisi, rappresentante dell’Anm per il distretto di Lecce, che ha sottolineato l’importanza del fatto che “la giustizia sia preoccupazione di tutti”.

In un’aula magna gremita di addetti ai lavori, studenti, cittadini e curiosi Davigo ha parlato, con l’ironia e la schiettezza che lo hanno sempre contraddistinto, di legalità, giustizia, corruzione, pubblica amministrazione e ruolo dei poteri. “In Italia la legge tutela di più chi la vìola e gli italiani hanno un atteggiamento troppo disinvolto verso le regole”, ha commentato il presidente dell'Anm. “Ci hanno ridotto di 15 giorni le ferie – ha aggiunto – come se fosse questo a determinare la crisi della Giustizia. Far passare questa visione, che la crisi della giustizia sia determinata dalle nostre ferie, è un insulto grave”. “Il problema della giustizia è il numero troppo elevato di processi, che determina una durata lunghissima dei procedimenti”, ha spiegato Davigo.

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Sul ruolo dei poteri dello Stato, altro tema caldo che ha infiammato il dibattito negli ultimi giorni, Davigo ha spiegato che la magistratura è pronta a collaborare, ma a condizione che vi sia il rispetto tra i poteri. Secondo il presidente dell’Anm “la corruzione è un reato seriale e diffusivo: chi lo commette, tende a ripeterlo, e a coinvolgere altri. Questo realizza a un mercato illegale, che tende ad autoregolamentarsi: se il corruttore non paga, nessuno si fiderà più di lui”. La corruzione secondo il presidente dell’Anm è un fatto endemico, che va sradicato in maniera definitiva.

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