Cronaca

A processo con l'accusa di essere l'autore di un violento pestaggio. Assolto

L'imputato avrebbe invece soccorso la vittima dopo una caduta. Tesi dimostrata dalla difesa e accolta in pieno dal giudice

LECCE – Era finito a processo con l’accusa di aver eseguito, con un’altra persona, un autentico pestaggio. Colpito da numerosi pugni al volto, la vittima aveva subito la frattura della mandibola e la rottura di due denti. Vito Herman Maggiore, 40enne di San Cesario assistito dall’avvocato Alessandro Stomeo, aveva da subito respinto le accuse, denunciando la parte offesa per calunnia.

Agli inquirenti Maggiore ha spiegato che quella sera, era il 7 giugno 2008, mentre rientrava a casa, aveva notato un uomo di circa 30 anni che prima  barcollava vistosamente e poi cadeva rovinosamente al suolo, urtando con il viso a terra, perdendo conoscenza. Con un amico avevano soccorso il ferito, e dopo averlo rianimato, si erano offerti di aiutarlo o chiamare il 118. Offerte di aiuto rifiutate dall’uomo, cui l’imputato aveva lasciato numero di telefono e nome su un foglietto nel caso in cui, nel rientrare a San Pietro Vernotico, avesse avuto bisogno di aiuto. Poi, però, era scattata la denuncia, da cui si è sviluppata l’indagine che ha portato al rinvio a giudizio.

Il giudice Maddalena Torelli ha assolto Maggiore dalle accuse con formula piena, perché il fatto non sussiste. E’ stata accolta in pieno la tesi difensiva che ha evidenziato, anche attraverso una consulenza di parte, come le ferite riportate dalla presunta vittima fossero incompatibili con un aggressione e compatibili con la caduta, e come la ricostruzione della persona offesa fosse incoerente e contraddittoria. La parte offesa si era costituita parte civile avanzando una richiesta di risarcimento di 250mila euro. 

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