Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

A Racale, il primo Cannabis social club terapeutico. Oltre mille richieste

Viene presentato domani in un incontro con i giornalisti l'esperienza del primo club italiano i cui componenti organizzeranno la coltivazione collettiva della cannabis. Il legale: "Vogliamo che sia riconosciuta come terapia"

RACALE - Racale "avamposto" della cannabis ad uso esclusivamente terapeutico. Come riporta l'Ansa, nel centro salentino nasce il primo 'Cannabis social club' d'Italia i cui componenti organizzeranno la coltivazione collettiva di cannabis prodotta esclusivamente per uso terapeutico. Fino ad oggi sono oltre mille le persone, affette da varie patologie, che hanno chiesto di aderire al club.

L'iniziativa - sostenuta, tra gli altri, dal sindaco del Comune salentino, Donato Metallo, sarà presentata domani, in un incontro con i giornalisti che si terrà nella sede dell'ente e al quale parteciperanno, tra gli altri, i promotori del Cannabis social club, Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio, due giovani, originari rispettivamente di Racale e Foggia, affetti da sclerosi multipla, l'onorevole Rita Bernardini del Partito radicale, Mina Welby in rappresentanza dell'associazione Luca Coscioni.

Alla causa dell'associazione "Lapiantiamo" - nata il 15 gennaio scorso - di cui Lucia e Andrea sono rispettivamente presidente e segretario, aderiscono anche don Andrea Gallo, i Sud Sound System ed Eugenio Finardi. I due giovani usano quotidianamente il Bedrocan, farmaco a base di infiorescenze di cannabis proveniente dall'Olanda e prescrivibile in Puglia grazie ad una delibera della Regione che consente alle farmacie ospedaliere di ricevere il medicinale.

Per usufruire del medicinale, esiste una lunga trafila burocratica da affrontare e i tempi sono, in genere, molto lunghi e spesso costringono gli ammalati a rivolgersi al 'mercato nero' e alla criminalità organizzata. Da qui, la nascita di questa esperienza. Come spiega il legale dell'associazione, Ivana De Leo, all'Ansa, "non vogliamo legalizzare la droga, vogliamo che la canapa sia riconosciuta come terapia. E noi, questo deve essere chiaro, siamo contrari alla canapa come uso ludico".

Lucia Spiri, 31enne colpita da 13 anni dalla sclerosi multipla, dal canto suo, racconta che, da quando assume la cannabis, tramite vaporizzatore, sottoforma di tisane, di torte e fumo, non ha più necessità di alcun tipo di farmaco. La cannabis, secondo gli ammalati che ne fanno uso, lenisce sofferenze provocate dalle malattie e consente una migliore qualità di vita.

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