Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

A zig zag nel centro, fuggono all’alt della polizia, poi inveiscono contro gli agenti

Al termine dell’inseguimento avvenuto ieri sera a Taurisano, sono finiti ai domiciliari un 53enne, già noto, e un 52enne incensurato del posto

TAURISANO - A bordo di una Fiat Grande Punto procedevano pericolosamente a zig zag nel centro di Taurisano e, davanti all’alt della polizia, avrebbero proseguito la marcia. E’ nato così un inseguimento al termine del quale hanno avuto la meglio gli agenti del commissariato locale che, dopo aver fermato i due uomini, poche centinaia di metri dopo, sulla strada per Miggiano, li hanno arrestati per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, minacce aggravate, lesioni e danneggiamento.

Si tratta di Giovanni Maruccia, di 53 anni, già noto, e Stefano Rosafio, di 52, incensurato, entrambi del posto.

L’episodio risale a ieri sera, quando una pattuglia aveva cercato invano di bloccare la vettura, anche attivando le sirene, e durante l’inseguimento, era riuscita ad affiancarla, ma il conducente, con fare spocchioso, dopo aver abbassato il finestrino, avrebbe offeso e minacciato gli agenti, facendo capire che non si sarebbe fermato.

Quando, la pattuglia è riuscita a bloccare il mezzo, Maruccia con aria intimidatoria, avrebbe continuato a minacciare, anche di morte i poliziotti per poi inveire, supportato dall’amico, contro di loro con calci e pugni che però sarebbero stati schivati.  

Sul posto in aiuto dei malcapitati sono così intervenuti altri colleghi, allertati in precedenza, con i quali i due uomini sono stati accompagnati presso il Commissariato di Taurisano, dove il 53enne avrebbe dato in escandescenza, colpendo con un pugno una porta, continuando ad urlare e inveire contro i poliziotti fino a ferire se stesso con pugni al volto.

All’esito di tutti gli accertamenti e le verifiche i due individui sono stati arrestati e, come disposto dal pubblico ministero di turno, sottoposti alla misura degli arresti domiciliari. Giudicati nelle ultime ore, con rito per direttissima, Maruccia è stato condannato a un anno e 4 mesi ed è quindi è tornato ai domiciliari, mentre per Rosafio la pena inflitta è stata di un anno, ed è stato scarcerato.  

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