Cronaca

Abusa di una paziente con la scusa di sbloccare i centri di energia, a giudizio

L'imputato, un 56enne leccese, dovrà difendersi dall'accusa di violenza sessuale. Il processo fissato a febbraio prossimo

LECCE – Si era rivolta a quello che considerava un professionista, per risolvere alcuni disturbi dell’alimentazione. L’uomo, che svolge l’attività di counselor (una disciplina che tende a orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta), avrebbe però abusato di lei. Nel corso di una seduta, infatti, avrebbe rivelato alla giovane vittima che la causa dei suoi disturbi era da ricercare nel blocco del primo chakra, uno dei sette centri energetici del corpo umano. Con la scusa di sbloccare e armonizzare il cosiddetto “centro della radice”, avrebbe iniziato a palpeggiare la cliente in maniera sempre più invasiva, creandole una sorta di stato di shock.

La ragazza, dopo essersi confidata con un’amica, ha trovato il coraggio di denunciare il presunto molestatore, un 56enne. I fatti si riferiscono all’ottobre del 2015. Le indagini hanno portato a ipotizzare nei suoi confronti il reato di violenza sessuale, tanto da portare il pubblico ministero Stefania Mininni a chiedere per lui il processo. Oggi il gup Michele Toriello ha rinviato a rinvio a giudizio l’imputato, assistito dagli avvocati Luigi Corvaglia e Paolo Cantelmo. La presunta vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Carlo Viva. Il processo si aprirà il prossimo 3 febbraio dinanzi ai giudici della prima sezione collegiale. 

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