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Giovedì, 18 Aprile 2024
Cronaca Melendugno

Presunti abusi nel lido “Zenzero Beach”, condannati titolare e due tecnici comunali

Emesso il verdetto nel processo di primo grado nato dall’inchiesta che nel 2018 sfociò nel sequestro della struttura a San Foca

MELENDUGNO - E’ terminato ieri il processo nato dall’inchiesta sui presunti abusi edilizi nel lido “Zenzero Beach” sul lungomare Matteotti di San Foca, oggetto nel 2018 di un decreto di sequestro.

Il collegio della seconda sezione penale del tribunale di Lecce, presieduto dalla giudice Bianca Maria Todaro, si è così pronunciato: nove mesi di arresto e 40mila euro di ammenda per Andrea Mascali, 30enne di Marino (Roma) ma residente a San Foca, titolare dello stabilimento nato da quello che una volta era “Le Fontanelle”, riconosciuto responsabile dei reati di abusivismo edilizio e di occupazione abusiva di suolo demaniale. 

Quest’ultima accusa, stando al dispositivo, ha retto anche per i due tecnici comunali, a ciascuno dei quali sono stati inflitti 6 mesi di arresto (col beneficio della pena sospesa) e 35mila euro di ammenda: l’architetto Salvatore Petrachi, 66 anni, nelle vesti di dirigente dell’ufficio tecnico e dell’ufficio Demanio del Comune di Melendugno, il geometra Angela De Giovanni, 42 anni, di Lecce ma residente a Calimera, istruttore tecnico comunale. 

I giudici hanno inoltre assolto gli imputati dall’accusa di abuso d’ufficio “perché il fatto non sussiste” che pure era contestato nell’inchiesta condotta  dalla sostituta procuratrice Maria Vallefuoco, e hanno dichiarato il non doversi procedere per il reato paesaggistico, poiché estinto essendo già stata ripristinata l’area. Durante il dibattimento, gli avvocati Riccardo Giannuzzi e Alberto Durante per i tecnici comunali, e Paolo Golia e Mario Petracca per il titolare, avevano cercato di dimostrare che i permessi di costruire erano validi così come tre delle opere ritenute difformi. In subordine, i legali avevano invocato il riconoscimento della lieve tenuità del fatto, perché, ammesso ci fossero state delle difformità, queste sarebbero state di poco conto.

La stessa pm, all’esito del processo, aveva invocato un anno di arresto e 20mila euro di ammenda solo per Mascali, in merito alle difformità, mentre per i due tecnici, l'assoluzione. Il collegio giudicante è però arrivato a conclusioni diverse, ma per conoscere le motivazioni, bisognerà attendere novanta giorni. Dopo di che, le difese valuteranno il ricorso in appello. 


 

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