Autorizzazioni illegittime e abusi nel lido: a processo amministratore e dirigente comunale

Si aprirà a novembre il processo sui presunti illeciti nella struttura “Le Cinque Vele”, in località Pescoluse, a Salve. Al banco degli imputati: il titolare della società Stivala e il funzionario Martella

SALVE - E’ di 400 metri quadrati lo spazio in più di cui avrebbe beneficiato il lido “Le Cinque Vele”, in località Pescoluse, a Salve, grazie all’aiuto di un funzionario comunale. Ma non solo. La struttura balneare avrebbe ottenuto pure il parere favorevole “al mantenimento per l’intero anno solare delle strutture precarie”, nonostante il pronunciamento del Consiglio di Stato che ne imponeva la rimozione al termine della stagione estiva. Di questo risponderanno nel processo: Alessandro Salvatore Stivala, 38 anni residente a Salve, amministratore unico dell’omonima società che gestisce lo stabilimento, e Francesco Martella, 60, anche lui di Salve, nelle vesti di dirigente comunale del settore demanio.

Lo ha stabilito in mattinata il giudice Edoardo D’Ambrosio, chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio firmata dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone. Nell’istanza, il magistrato muove a entrambi gli imputati l’accusa di occupazione abusiva, definendo come “macroscopicamente illegittima” l’autorizzazione per aumentare la superficie di demanio, occupata poi con un elevato numero di ombrelloni e lettini, non rientrando nei casi previsti dall’articolo 24 del regolamento al Codice di navigazione. Ma c’è di più. Secondo l’accusa, “Le Cinque Vele” sarebbe stato oggetto di interventi edili di natura stabile, permanente e di forte impatto ambientale, senza i permessi obbligatori.

Il dirigente risponde infatti anche di falsità ideologica e abuso d’ufficio, non solo perché nel giustificare l’atto con il quale veniva concessa l’area aggiuntiva, avrebbe dichiarato un non veritiero arretramento del tratto di arenile. Il falso sarebbe stato dichiarato anche in altre autorizzazioni (rilasciate tra il 2013 e il 2017) proprio rispetto alle caratteristiche della struttura definita come “precaria” e “amovibile”, consentendo così l’edificazione e il mantenimento per l’intero anno solare della stessa della superficie complessiva di 9.700 metri quadrati, con realizzazione di un’area parcheggio di circa 6.800 metri quadrati.

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Di tutto questo si discuterà in aula a partire dal 4 novembre davanti ai giudici della seconda sezione collegiale, nel quale Stivala e Martella saranno assistiti dagli avvocati difensori Amilcare Tana e Rocco Vincenti.

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