Cronaca

Illeciti e lottizzazione abusiva al "Riva degli Angeli", in dodici rischiano il processo

Sono dodici le richieste di rinvio a giudizio formulate nell'ambito dell'inchiesta sui presunti illeciti legati alla struttura alberghiera "Riva degli Angeli", che sorge a Torre Lapillo, lungo la litoranea nord, in direzione di Taranto. Il provvedimentoè stato emesso del pubblico ministero Carmen Ruggiero, titolare del procedimento

LECCE – Sono dodici le richieste di rinvio a giudizio formulate nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti legati alla struttura alberghiera “Riva degli Angeli”, che sorge a Torre Lapillo, lungo la litoranea nord, in direzione di Taranto.

Il provvedimento, a firma del pubblico ministero Carmen Ruggiero, titolare del procedimento, riguarda Giuseppe Durante, “legale rappresentante della Riva degli angeli srl e quindi proprietario”; agli ex sindaci Rocco Durante (firmatario della concessione edilizia); Fernando Gardelicchio (firmatario del permesso di agibilità) e Ferruccio Mele (che ha rilasciato la concessione edilizia in sanatoria); Giovanni Ratta, ex responsabile dell’ufficio tecnico di Porto Cesareo; Cataldo Basile e Cosimo Spagnolo in qualità di tecnico progettista dei lavori; Pietro Viva e Maurizio D’Andria, geometri dell’ufficio tecnico di Porto Cesareo; gli ingegneri Cosimo Muscogiuri e Antonio Nestola; e Tarcisio Basile, responsabile dell’ufficio urbanistica ed edilizia del comune jonico. Le accuse, a vario tiolo, sono di lottizzazione abusiva, abusivismo edilizio, falsità ideologica e omessa denuncia da parte di pubblica ufficiale.

Stralciata, invece, la posizione di Romolo Peluso, comandante della polizia municipale, coinvolto inizialmente nell’inchiesta.

Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina (al comando del maggiore Nicola Fasciano), hanno evidenziato “macroscopiche” violazioni delle norme urbanistiche, oltre che, in altra parte, da opere “realizzate in totale assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica”. Nell’ambito dell’inchiesta la struttura è stata sottoposta a sequestro su provvedimento del gip Antonia Martalò.

La corposa informativa dei militari dell’Arma e la consulenza disposta dalla Procura hanno ipotizzato che la struttura (dotata di 250 posti letto ripartiti tra camere doppie e suite, anfiteatro, bar, ludoteca, parcheggio interno ombreggiato incustodito, piscina semiolimpionica, piscina per bambini, due campi da tennis, campo di calcetto in erba sintetica e di beach volley) è stata interessata da “una continua attività di trasformazione urbanistico-edilizia avviata fra il 1984 e il 1985 e proseguita negli anni”.

Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna, Pietro Quinto, Sergio Vantaggiato e Antonio Savoia.

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