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Cronaca

Abusi sulla figlioletta, dopo la condanna definitiva a 9 anni, medico ottiene i domiciliari

L'alleggerimento nei riguardi del professionista è stato disposto per motivi di salute. Entrò in carcere per la prima volta il 15 dicembre del 2012, al culmine delle indagini sui soprusi che avrebbe patito una 15enne da quando aveva 5 anni

LECCE/ROMA - Diventata definitiva la condanna a nove anni di reclusione con l’accusa di aver abusato della figlia da quando aveva appena 5 anni, rimediata in appello, da qualche giorno sta scontando la pena ai domiciliari per motivi di salute.

Si è chiusa così la torbida vicenda venuta allo scoperto il 15 dicembre del 2012, quando l’uomo ritenuto responsabile di ripetute violenze, un medico leccese di 61 anni, finì in carcere, al culmine delle indagini svolte dagli agenti della squadra mobile di Lecce, sotto la guida della sostituta procuratrice Carmen Ruggero.

Sin dal momento dell’arresto, il professionista negò ogni addebito, ma la sua colpevolezza fu poi riconosciuta in ogni grado di giudizio: a dibattimento, il collegio della seconda sezione penale del tribunale di Lecce, presieduto dal giudice Roberto Tanisi, il 3 luglio del 2019, gli inflisse dieci anni di reclusione, che diventarono nove in appello, a seguito del ricorso presentato attraverso l'avvocato difensore Ladislao Massari, in ragione del fatto che alcuni episodi andarono in prescrizione.

Il verdetto è infine stato confermato, lo scorso 7 marzo, dalla Corte di Cassazione.

A dare il via all’inchiesta fu la denuncia sporta dalla madre della vittima che, dopo aver a lungo taciuto, oramai 15enne, trovò il coraggio di confidarsi con la nonna materna. La ragazza riferì che in seguito alla separazione dalla madre, il padre l’avrebbe molestata in più occasioni, quando erano in casa sua o dei suoi genitori.

La sentenza impose all’imputato anche il risarcimento del danno (in separata sede) e la liquidazione immediata di 50mila euro alla figlia e 20mila a testa per la ex moglie (parti civili con l’avvocato Daniela D’Amuri), per il suo nuovo compagno e i suoi genitori (assistiti dagli avvocati Loredana Massari e Giampaola Gambino).

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