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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Abusi sulla nipote minorenne che viveva con lui: assolto lo zio

E’ un verdetto di non colpevolezza quello emesso dal giudice Marcello Rizzo, nel processo abbreviato che vedeva imputato un 45enne della Grecìa Salentina. Per il gup: “Il fatto non sussiste”

LECCE - E’ terminato con un’assoluzione piena il processo nei riguardi di un quarantacinquenne, residente in un comune della Grecìa salentina accusato di aver abusato ripetutamente della nipote, quando aveva diciassette anni.

La sentenza, emessa ieri all’esito del processo discusso con il rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare Marcello Rizzo, ha stabilito la non colpevolezza dell’imputato.

Non aveva alcun dubbio, invece, riguardo la sua responsabilità, la pubblica accusa che aveva invocato una condanna a quattro anni di reclusione per violenza sessuale continuata e aggravata.

Stando all’inchiesta condotta dalla pubblica ministera Giovanna Cannarile, l’uomo avrebbe molestato la ragazzina, che le era stata affidata dopo la separazione dei genitori, sin dal 2018.

Gli abusi si sarebbero verificati tra le mura domestiche, in più occasioni, e sarebbero venuti a galla dopo le confidenze fatte dalla malcapitata a un’educatrice.

Secondo l’accusa, l’uomo per raggiungere il suo scopo, avrebbe spinto la nipote verso il letto, l’avrebbe strattonata e spinta a sé per condurla nella sua stanza, e in altre circostanze ancora l’avrebbe costretta a rapporti sessuali mentre era già distesa sul letto.

Durante le indagini, si è proceduto all’ascolto della ragazza, in sede di incidente probatorio,  nel tribunale per i minorenni di Lecce davanti al giudice Sergio Tosi e alla sostituta Giovanna Cannarile.

Nel processo l’uomo ha respinto ogni addebito e ha cercato di dimostrare l’estraneità alle pesanti accuse attraverso gli avvocati difensori Luigi Corvaglia e Melania Vitto.

Le motivazioni non sono ancora note, ma di certo la tesi difensiva ha convinto il giudice a pronunciare un verdetto di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”.

La presunta vittima, che nel frattempo è diventata maggiorenne, era parte civile con l’avvocato Francesco Polo.

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